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Rocchi non ha dubbi: “O è rigore o non è rigore, il regolamento non dice altro!”

In Italia il calcio è un argomento sempre caldo e accogliente, ma spesso spigoloso quando si parla di arbitri e le scelte più discutibili.

Già nella scorsa stagioni abbiamo assistito a molte scelte discutibili e arbitri rimandati in Serie B, per errori grossolani da parte dei giudici di gara. Dopo un’attenta revisione del regolamento ed i consigli dati dal designatore arbitrale Gianluca Rocchi, l’andamento degli arbitri desta non pochi dubbi.

L’ultimo esempio e quello più caldo, è il rigore dal 95′ di Milan – Lazio. A parlarne con adeguata completezza è proprio il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi. Parlandone a DAZN e commentando in modo esaustivo l’episodio. Togliendo così ogni dubbio sulle strane dinamiche avvenuto in quel caso:

“La cosa che mi sorprende è che il VAR va in quella direzione subito e non capisco cosa possa esser scattato nella testa di questi ragazzi”.

“Forse sono stato io poco chiaro, ma quando dico che è meglio un’OFR (On Field Review) in più non vuol dire mandare l’arbitro al monitor ad ogni minimo dubbio”.

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“Tornando all’episodio, non è rigore, ma nemmeno mai fallo per la difesa. Doveva esser dato l’angolo. Capisco chi si arrabbia, cioè la Lazio, perché, se non gli dai rigore, penso che l’avrebbero accettato subito”.

“Nessuno può mettere in dubbio la punibilità del tocco di mano, sono 30 centimetri, il giocatore è in contrasto con l’avversario”.

“Poi una cosa non mi è piaciuta che ho sentito dire, è che il tiro era in porta, questo non cambia niente perché il regolamento non dice che se un tiro è in porta è rigore, se invece non lo è non è rigore. O è rigore o non è rigore”.

“La soluzione migliore sarebbe stata il calcio d’angolo. Non è stata gestita bene questa situazione”.

Una situazione che non si sarebbe creata se tutti i componenti delle due squadre ed il VAR non avessero messo in soggezione Di Paolo, in una situazione spinosa da gestire nei minuti di recupero.

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