Il Milan si appresta ad affrontare le ultime due sfide della stagione, rispettivamente contro Torino e Salernitana. Il match a San Siro del 26 maggio decreterà anche la fine del ciclo di Stefano Pioli. La questione del nuovo allenatore resta per l’appunto la più calda nell’ambiente rossonero già da un paio di settimane. L’ex tecnico del Diavolo Arrigo Sacchi ha parlato alla Gazzetta dello Sport, commentando così la situazione in casa Milan.
Sacchi si è espresso come segue su Pioli e su ciò che si aspetta dai tifosi rossoneri nell’ultimo match stagionale: “Uno stadio di nuovo al fianco del club. Cori, bandiere e il pubblico che esulta, tutto, al gol del Milan. Sarà anche l’ultima partita di Pioli sulla panchina rossonera, mi auguro che i tifosi lo salutino con rispetto e riconoscenza. In questi anni ha fatto un ottimo lavoro, ha riportato lo scudetto sulle maglie del Milan e ha condotto la squadra alle semifinali di Champions. Merita solo applausi”.
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Sul futuro della panchina rossonera:“Se parliamo di un giovane dico De Zerbi, quanto a esperienza suggerisco Sarri. Ma più del profilo conterà un’altra cosa, ovvero che il Milan decida convinto e che difenda la scelta. Con forza. La stessa che ebbe Berlusconi con me. Cosa consiglio ai tifosi? Di avere pazienza. Di fidarsi del club e di sostenere il Milan come ha sempre fatto. Si gioca e si vince con il collettivo, e il discorso vale anche per i tifosi: bisogna essere uniti con il club”.
Sulla protesta dei tifosi del Diavolo: “Ho visto il Milan segnare cinque gol giocando una buona partita, nel silenzio surreale della parte più calda dello stadio. Che dispiacere. Devo ammettere che, per quanto sia stata civile e questo è un aspetto da sottolineare, la protesta dei tifosi mi ha sorpreso. I tifosi del Milan sono sempre stati molto importanti ma anche esigenti, si aspettano di vedere la squadra giocare bene e dare tutto, ma nella storia di un club esistono anche i momenti…”
Sacchi prosegue così sull’argomento: “Mi pare di capire che i tifosi si rivolgano alla società, al club. Con questa modalità, però, l’effetto si è ripercosso su Pioli e sulla squadra. Che chiuderanno il campionato al secondo posto, non a metà classifica. Si poteva fare meglio? Sì, sicuramente. Ma il Milan di questa stagione era una squadra profondamente rinnovata, l’allenatore aveva bisogno di assemblare i giocatori arrivati dal mercato e creare un collettivo. Il risultato non è stato sempre eccellente, ma il Milan ha comunque giocato delle buone partite arrivando, ripeto, secondo. Non è tutto da buttare.”
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