La sosta si preannuncia bollente. Due settimane di stop per lasciare spazio alle nazionali e poi rituffarsi a capofitto nella stagione. Il Milan, al rientro, è atteso da una settimana di fuoco. Quella decisiva, anche se siamo appena a settembre. In 7 giorni il Diavolo affronterà Venezia, Liverpool e Inter. Tre sfide decisive per le sorti della stagione e, soprattutto, di Paulo Fonseca. Con Morata recuperato, la squadra dovrebbe essere al completo, lasciando al tecnico la possibilità di scegliere l’11 migliore. Bisogna assolutamente raddrizzare il cammino e dimenticare queste prime due settimane di stagione. A partire da quanto accaduto sabato. Ne ha parlato questa mattina Arrigo Sacchi sulla Gazzetta dello Sport:
“Non credo sia giusto tirare la croce addosso a Fonseca: lasciamolo lavorare in pace e poi potremo formulare un giudizio più equilibrato. Se i dirigenti lo hanno scelto, avranno pur avuto i loro buoni motivi. Non si può bocciare un professionista dopo tre partite: è ingiusto e, soprattutto, poco corretto. Per costruire una casa ci vuole deltempo, mattone su mattone. Si possono commettere errori, si fanno correzioni e al termine dell’opera si traggono le conclusioni”.
Sacchi, poi, ha anche parlato dell’episodio Theo-Leao.
“Ha fatto discutere, e non poco, il caso che riguarda Theo Hernandez e Leao. Non conosco le dinamiche all’interno del gruppo e non mi permetto di giudicare. Dico però che le scelte dell’allenatore, anche quando si ritiene che siano sbagliate, vanno sempre rispettate dai giocatori. Fonseca è lì per dare un’anima e un gioco alla squadra, se ha tenuto fuori Theo e Leao ci avrà pensato su parecchio: gli allenatori non compilano le formazioni a casaccio. Quanto a Leao, dico questo: è un ragazzo che ha grandi qualità, ma non sempre riesce a metterle in mostra. Deve lavorare parecchio per fare quel salto di qualità che tutti si aspettano da lui“.
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