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Milan, Sacchi punta il dito: “Adesso vi dico se è colpevole anche Pioli”

Sacchi

Intervenuto direttamente dalla Milano Football Week, Arrigo Sacchi ha avuto modo di discutere alcune tematiche calcistiche molto attuali. Tra le tante parole spese, il focus è andato anche sul vecchio Milan di Berlusconi e sull’ultimo Milan di Pioli.

Tra meriti e demeriti, Sacchi ha indicato la via per il calcio moderno. Tutto senza dimenticare alcune critiche verso lo sport di oggi. Di seguito, le sue parole.

Sul calcio moderno e sul Milan di Pioli:

“Sta accadendo una cosa che non è mai successa, c’è un gruppetto di strateghi. Prima eravamo tutti tattici, questo è un passo avanti. Il tattico è chi spera di sfruttare lo spazio avversario. Servono giocatori di qualità e devi giocare con più calciatori difensivi che d’attacco: per me devi attaccare e difendere in undici. Se non c’è coraggio, vuol dire che non c’è conoscenza. L’allenatore deve sapere cosa vuole fare e prendere giocatori adatti, se vuoi fare un film comico e non prendi dei comici sbagli. Il Milan l’anno scorso ha comprato 14-15 giocatori, ma Pioli lo voleva? Se si, è colpevole anche lui. Altrimenti no…”

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Sacchi

Sull’importanza del club e della sua composizione oggi:

“Il club viene prima della squadra, che viene prima del singolo. Il calcio è un gioco di undici giocatori, non puoi averne uno o due che non partecipano. Perché se non partecipano non sono bravi, e servono giocatori affidabili, con loro non sbagli. Però devi avere l’appoggio del club: penso alla Juve. Ad esempio, se Giuntoli ha fatto la guerra ad Allegri, ha sbagliato”.

Sul suo passato e su alcuni ricordi agli esordi:

“Io ero un signor nessuno, quando venni al Milan. Le mie squadre non sono mai partite forti, perché cercavo di fare cose che non conoscevano. Berlusconi fece un intervento di 27 secondi: mi chiese se avevo bisogno, dissi di sì, venne a Milanello e fece salire tutti, dicendo di avere fiducia totale in me. Sa quante partite abbiamo perso dopo? Zero”.

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