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Sacchi rincuora il talento rossonero: “Vada avanti per la sua strada”

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Il rigore sbagliato da parte di Francesco Camarda contro il Napoli, con le conseguenti lacrime del diciassettenne, hanno colpito il mondo del calcio. Francesco gode già di una grande reputazione e di enormi aspettative, ma spesso ci si dimentica che non è nemmeno maggiorenne. Sulla Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha voluto commentare questo episodio.

Ecco le sue parole: “L’ immagine di Francesco panchina, dopo aver sbagliato il calcio di rigore e dopo che il Napoli è passato in vantaggio con Anguissa, è la dimostrazione che il calcio è sì, bellezza, stupore, gioia, ma può anche essere, come in questo caso, delusione, lacrime, dolore. Dico sempre che il calcio è lo specchio della vita: in campo succede tutto e pure il suo contrario”.

Sacchi continua: “Sbagliare un calcio di rigore non potrà mai essere una colpa. Dal dischetto ho visto errori commessi dai più grandi, da Pelè a Maradona, da Messi a Roberto Baggio. Figuratevi se mi stupisco perché Camarda si è fatto parare il tiro e, soprattutto, figuratevi se mi sogno di dire che la responsabilità della sconfitta del Lecce è di questo ragazzo di diciassette anni. Camarda è un giovane di talento, uno che potrà regalare parecchie soddisfazioni al pubblico. E non escludo che possa diventare presto un punto fermo della Nazionale. Perché dobbiamo gettargli la croce addosso? Per l’errore dal dischetto? Non scherziamo, per favore”.

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Poi sull’importanza degli errori: “Innanzitutto un giovane ha il diritto/dovere di poter sbagliare. Se si vuole crescere, se si vuole migliorare, se si vogliono raggiungere grandi risultati, è necessario passare per le delusioni. Sono i momenti difficili che ti fortificano, non certo le vittorie o le carezze. Per formare il carattere di un ragazzo servono questi istanti di dolore: so che Camarda ne avrebbe fatto volentieri a meno, lo immagino, però sono convinto che da questa esperienza lui uscirà ancora più maturo e ancora più consapevole. Io, ai calci di rigore, ho perso un campionato del mondo, nel 1994, in finale contro il Brasile”.

Camarda - acmilan.com
Camarda – acmilan.com

Sacchi ha poi continuato: “Non ho mai pensato di puntare il dito contro chi aveva sbagliato. Anzi: quando sono rientrato negli spogliatoi, ho radunato la squadra, i ragazzi avevano tutti gli occhi lucidi e ho detto loro che per me erano degli eroi, che avevano dato l’anima per raggiungere un sogno. Non era un discorso di circostanza, ma in quelle parole c’era il mio pensiero. Capisco bene la delusione di Camarda, quindi, ma gli dico che non deve abbattersi e, soprattutto, non deve ascoltare voci, commenti, spifferi, eventuali polemiche”.

Infine: “Vada avanti per la sua strada, seguendo quello  che gli consiglia di fare il suo allenatore, e non si curi di chi prende l’errore dal dischetto come pretesto per sfogare la sua rabbia”.

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