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San Siro è lo specchio della delusione dei tifosi: Cardinale non è più l’unico obiettivo della contestazione

furlani ibrahimovic

 

La realtà è ben diversa dai ripetuti sold out annunciati dal club. L’edizione odierna di Tuttosport vuole evidenziare quello che sta diventando un distacco sempre maggiore tra il club rossonero e i suoi tifosi. San Siro si è trasformato in una gelida cattedrale in sui regna indisturbata l’indifferenza. Sono lontano i temi in cui il Meazza rappresentava un catino bollente in grado di suggestionare chiunque vi entrasse come ospite, in campo e sugli spalti. Lo stadio appare sempre meno coinvolto. Spesso gli annunci degli speaker vengono coperti dai fischi, quando va bene, cadono nel vuoto, nell’indifferenza. Le formazioni non vengono più urlate a gran voce e spesso i cognomi di alcuni giocatori non vengono neanche ripetuti.

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scaroni
scaroni

 

Secondo il quotidiano sabaudo c’è anche un altro elemento che ha contribuito a questo cambio di atmosfera all’interno dello stadio. Mai come in questa stagione si è assistito a un deciso incremento delle presenze da parte dei tifosi stranieri. Questa nuova tipologia di tifoso è più vicina alla figura dello spettatore e del cliente, una forma diversa di appassionato che assiste all’evento in maniera molto più passiva. Il livello di esaltazione e di sofferenza è nettamente inferiore a quello del classico tifoso. Con l’Atalanta inoltre sono stati evidenti i molti seggiolini liberi, indice di una bassa presenza da parte degli abbonati.

Il nuovo protagonista della contestazione

La disaffezioni nei confronti del progetto tecnico è più evidente che mai

e i cori che fino a qualche settimana fa vedevano come protagonista unicamente Cardinale, da qualche partita vedono coinvolto anche il Presidente Scaroni. Ovviamente anche il resto della dirigenza, da Furlani a Ibrahimovic, non gode di particolare fiducia da parte dei tifosi, in un momento come questo. Il dissenso è ai massimi storici, San Siro è profondamente diverse dallo stadio che ha spinto il Milan alla conquista del suo ultimo scudetto. E la responsabilità non è certo dei tifosi, che vedono spuntare sempre più “occasionali” accanto a loro, a scapito di chi per quella maglia gioisce e soffre, come fosse sempre la prima volta.

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