Le società di Milan e Inter, nelle scorse settimane, hanno presentato ricorso contro il Comune di Milano in merito a una richiesta di ridimensionamento del corrispettivo relativo al canone di concessione dello stadio San Siro dovuto a Palazzo Marino per le partite in cui l’impianto è stato deserto per via dell’emergenza Covid, ovvero le stagioni 2019-2020 e 2020-2021.
LEGGI ANCHE – Milan e Inter penalizzati per l’inchiesta ultras? Parla l’esperto di diritto sportivo
La decisione del Comune
Stando a quanto riporta l’edizione odierna de Il Giorno, il Comune aveva applicato una riduzione del canone del 22,73% per quanto riguarda la stagione 2019-2020, e del 19,51% per quanto concerne la 2020-2021. I due club di Milano avrebbero poi dovuto versare in totale 7.753.484 di euro. Sia Milan che Inter non erano d’accordo con questa decisione presa da parte dell’amministrazione, tant’è che hanno deciso di opporsi in sede giudiziaria. Nella giornata di ieri è arrivata la sentenza da parte della Quinta Sezione del Tar presieduta da Daniele Dongiovanni, che ha deciso di respingere il ricorso esposto dalle due società, che a questo punto possono ricorrere al Consiglio di Stato qualora ci fossero le volontà.
Le questioni riguardanti lo stadio San Siro, dunque, continuano a tenere banco negli uffici del Comune di Milano. Tuttavia, è ancora in dubbio il progetto di una possibile ristrutturazione del Giuseppe Meazza. Per quanto riguarda il Milan, nonostante la società abbia acquistato un terreno a San Donato Milanese per la realizzazione di un impianto a tinte rossonere, non ha ancora chiuso la porta a una possibile permanenza nello storico impianto meneghino. Il futuro dello stadio più grande d’Italia dipenderà anche dalle intenzioni dell’Inter, in quanto qualora dovesse essere presa la decisione di rivitalizzare San Siro, continuerebbe a essere la casa di entrambi i club in occasione delle partite casalinghe.
