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San Siro verso la vendita: Sala commenta le voci sulle sue dimissioni

San Siro

 

Non si ferma ancora il dibattito sulla vendita dello stadio Meazza alle due società milanesi. Il valore stimato dai tecnici dell’Agenzia delle Entrate è di circa 197 milioni di euro, di cui: 124 milioni per le aree, e 73 per la struttura dello stadio. L’idea di entrambe le squadre prevede la costruzione di un nuovo stadio moderno, sostenibile, con annessa la rivitalizzazione del territorio mantenendo, alcune parti simboliche, come la Curva Sud e la tribuna arancio.

A metà luglio, il primo cittadino milanese ha redarguito la sua maggioranza, al fine di portare in aula la delibera di San Siro, entro la fine del mese. A complicare ulteriormente il quadro, sono intervenute diverse inchieste giudiziarie, l’emissione di avvisi di garanzia, e tensioni all’interno della maggioranza.

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sala

 

Il dibattito sulle dimissioni

Il Corriere Milano apre l’edizione questa mattina, riportando le parole di Giuseppe Sala, relative alle dimissioni:

«Dimissioni? Assolutamente no. Non lo dico di pancia, ma in base a elementi razionali. Io non mi arrendo facilmente di fronte alle difficoltà ma di fatto penso che un sindaco si debba dimettere se c’è una decisione che mina il funzionamento dell’amministrazione. Ad esempio se non viene approvato il bilancio un sindaco va a casa, ma di fronte a una cosa del genere no».

Infine, ribatte:

«Quando si vende un bene patrimoniale importante come lo stadio deve decidere il Consiglio comunale, io voglio essere a posto con la coscienza, avere fatto il mio lavoro e consegnare al Consiglio il dossier, poi lui deciderà. Io lo consegno consigliando l’approvazione, ma da lì in poi non posso fare più nulla, sarà l’aula che deciderà se questa cessione ha senso o meno»

Sarà la vicesindaca Scavuzzo, nelle vesti di assessora alla Rigenerazione urbana, a dover continuare l’opera di moral suasion sui consiglieri per mantenere coesa la maggioranza.

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