Il futuro del nuovo stadio di Milan e Inter continua a intrecciarsi con le vicende giudiziarie legate a San Siro.
Dopo l’acquisto dell’area dello stadio e delle zone limitrofe da parte dei due club, resta ancora in attesa la presentazione definitiva del progetto per il nuovo impianto destinato a sorgere al posto della storica Scala del Calcio.
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A rallentare il percorso, però, c’è l’inchiesta aperta dalla Procura di Milano sulla compravendita avvenuta nel 2025, con l’ipotesi di turbativa d’asta.
Il Riesame critica i pm
Secondo quanto riportato da Il Foglio, il Tribunale del Riesame avrebbe espresso un giudizio molto duro nei confronti dell’operato dei pubblici ministeri milanesi impegnati nell’inchiesta.
La decisione arriva dopo l’annullamento del sequestro di telefoni e chat appartenenti all’avvocato Ada Lucia De Cesaris, all’ex assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi e a una funzionaria del Comune di Milano.
“Ricerca della notizia di reato”
Secondo il Riesame, i dati sequestrati provenivano originariamente da un’altra indagine e sarebbero stati successivamente trasferiti nel fascicolo relativo a San Siro.
Per questo motivo, il Tribunale avrebbe contestato il metodo utilizzato dagli investigatori, sostenendo che i pm si stessero muovendo “alla ricerca non tanto delle prove quanto della notizia di reato”.
Una critica molto pesante che riguarda soprattutto il ricorso ai sequestri di cellulari e dispositivi elettronici con finalità considerate esplorative.
Nuovo stadio ancora in attesa
Nel frattempo, Milan e Inter aspettano di poter procedere con il nuovo progetto stadio, considerato strategico per il futuro economico e sportivo di entrambi i club.
Le vicende giudiziarie, però, continuano a rallentare tempi e passaggi burocratici, lasciando ancora in sospeso uno dei dossier più importanti per il calcio italiano degli ultimi anni.
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