Il Milan rappresenta l’avversario che Maurizio Sarri ha incontrato più spesso nel corso della sua carriera, e in passato l’allenatore toscano è stato davvero vicino ad assumerne la guida tecnica. A distanza di cinque giorni dalla sfida precedente, Lazio e Milan tornano di nuovo a sfidarsi.
La partita di sabato sera a San Siro ha generato molte discussioni. In vista del match di questa sera all’Olimpico, l’atmosfera sarà inevitabilmente molto calda: la squadra di Sarri cercherà di ottenere la propria rivincita, mentre il gruppo guidato da Allegri proverà a confermare le sensazioni positive lasciate dal terreno di gioco milanese, dove erano usciti vincitori.
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Milan-Sarri: destino vicino, accordo mancato
Il 2015, fu l’anno in cui iniziarono a circolare le indiscrezioni su un possibile approdo di Maurizio Sarri sulla panchina del Milan, reduce da un deludente decimo posto in Serie A e impegnato a trovare un nuovo tecnico che prenda il posto del debuttante Filippo Inzaghi. Le sua qualità tecniche non vengono messe in discussione, ma secondo alcuni a penalizzarlo potrebbero essere state sia certe posizioni politiche sia il fatto di non incarnare pianamente il cosiddetto “fisico del ruolo”.
Durante la gestione Berlusconi, il Milan aveva costruito un’immagine di eleganza e di raffinatezza riconosciuta in tutto il mondo. Comunicazione e stile erano considerati elementi fondamentali, mentre Sarri all’epoca veniva da molti percepito come il “tecnico in tuta“. Un‘etichetta che riemergerà più avanti, anche al momento della sua scelta da parte della Juventus, ma che per lui rappresenta una precisa identità: sentirsi un uomo di campo, più vicino ai propri giocatori. A questo aspetto si sommano poi le sue convinzioni politiche, che, a quanto pare, finiranno davvero per impedire il suo arrivo sulla panchina rossonera.
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