Shabbat shalom dicono in Israele con l’augurio di passare un buon sabato di riposo come da tradizione.
Shabbat shalom pochissimo convinto, ma servirebbe di passare un bel sabato in pace almeno stavolta.
Peccato che siamo arrivati in quel punto dell’anno in cui si gioca contro lo Spezia, squadra a quanto pare costruita a tavolino per fare tutti quei jumpscare da film europei a alto budget, edificati male e scontatissimi, ma che in larga scala funzionano perché questi sono i gusti e tutti i milanisti saltano dalle sedie. Comunque.
Shabbat shalom è perché oggi i tifosi del Milan hanno tutte le intenzioni del mondo di non muoversi e riposare. Ma fino a martedì. È questo lo shabbat shalom, del resto.
Eppure è ormai certificato che il Milan faccia fatica non al completo e senza Leao e tenendo il possesso palla. Il che dovrebbe succedere oggi, in intersezione, ma tutto quanto. Potrei dadadadam finirla qui. Ma come farla franca e vivere in pace contro una difesa schierata che cerca disperatamente di non retrocedere?
Spoiler: è facile essere pessimisti, ma la risposta ancora non c’è, o almeno il Milan la deve ancora trovare. Sembrerebbe l’enigma più semplice del mondo, ma invece il Milan ha tutto da dimostrare di saperlo fare perché – finora – nell’ultimo periodo, il campo ha detto “altro”. Ma siccome un campo di calcio in sintetico che, dal nulla, dice “altro” fa un po’paura, nessuno gli ha risposto o almeno nessuno ha capito.
In teoria basterebbe attaccare di reparto e trovarsi, ma soprattutto trovare la porta dal limite e non solo, senza sforzarsi di cercare sempre quell’imbucata lì. Quella dal tiro semplice e dalla costruzione iper intricata, con tutte le esitazioni della galassia e non solo.
Basterebbe non arrivare sul finale di partita costretti a far subentrare, giustamente, un po’ tutti i giocatoroni a riposo per mettere a posto le cose, anche se questa volta il turnover non sarà folle come i Munch e i Depp in 16:9 sul maxischermo.
Basterebbe essere più precisi e più cattivi e più convinti ma questi oramai sono cliché, perché si vede il Milan non deve esserlo. Non che non lo fa.
Come vedete non è poi tanto semplice. Siamo di fronte alla tipica partita nella tipica situazione in cui il Milan non ha tipicamente mai vinto nel post-mondiale. Per una volta, shabbat shalom, che oggi senza i tre punti è una catastrofe di livello otto, in una scala dove livello dieci è una partitaccia martedì.
“Abbiamo bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile” ed è nelle parole di John Nash che penso shabbat shalom a voi. A tutti voi.
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