Paolo Bertolucci, ex tennista e vincitore della Coppa Davis nel 1976, ha rilasciato un’intervista nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport. L’attuale commentatore televisivo ha parlato della sfida di stasera contro la Roma e ha dato il suo parere su diverse questioni, tra cui Rafael Leao.
Su Theo Hernandez centrale: ” Sono rimasto colpito dalla sua disponibilità a calarsi in un ruolo non suo. Questa però è la dimostrazione di quanto gli infortuni abbiano inciso: così la coperta è corta, tiri da una parte e resti senza dall’altra. Theo è stato bravo da centrale ma sono contento che torni a sinistra.”
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Su Christian Pulisic: ” Può essere il giocatore chiave della sfida. Pulisic è un giocatore che mi piace tanto, è affidabile, concreto e da garanzia di rendimento. Apprezzo la sua serietà, non fa sceneggiate e non perde tempo. Si vede che sa comportarsi e non a caso arriva da campionati esteri.”
Sulla stagione e sugli infortuni: ” Dopo la partita d’andata all’Olimpico immaginavo una stagione completamente diversa, ricca di soddisfazioni. Adesso la squadra è deficitaria: gli infortuni hanno compromesso la stagione, siamo campioni del mondo in quello. Per questa ragione hanno esordito molti giovani, che però possono scivolare.”

Su Rafael Leao e il paragone a Jannik Sinner: “Sono due sportivi diversissimi, non si possono paragonare. Leao lo possiamo comparare a Fognini, talentuoso ma discontinuo. Ha 24 anni, sarà molto difficile correggerlo. Può migliorare ma le sue caratteristiche di base rimangono quelle. Se in futuro dovesse arrivare un’offerta seria perchè non cederlo? Sinner invece è il suo opposto: c’è sempre, non va a fiammate, è dentro la partita da quando entra in campo fino a quando esce. Ha una forza mentale che in pochi hanno. Possibili paragoni? Non posso farne, non reggerebbero, dovremmo tornare ai campioni del grande Milan.”
Bertolucci ha inoltre voluto dire la sua anche su Stefano Pioli: ” Non so minimamente cosa accada a Milanello, ma non mi permetterei mai di giudicare da quattrocento chilometri di distanza. Credo pochissimo ai cambi in corsa. I Pioli “out” non li capisco, nessuno di quelli che critica offre soluzioni credibili per un futuro allenatore che garantisca subito dei risultati buoni. Se il club ritiene necessario un cambio si muoverà in estate.”
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