Nuovi cambiamenti all’orizzonte per il Diavolo. Secondo quanto filtra nelle ultime ore, l’esperienza di Igli Tare sarebbe già giunta al capolinea, dopo appena pochi mesi dal suo arrivo in società.
Il dirigente albanese era stato scelto per colmare una lacuna importante nell’organigramma rossonero, soprattutto dopo la fine del ciclo precedente e l’addio di figure chiave come Paolo Maldini e Frederic Massara. Tuttavia, la sua permanenza al club sembra destinata a concludersi molto prima del previsto.
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Una dirigenza ancora in costruzione
La struttura societaria del Milan resta quindi in piena evoluzione, con molti interrogativi ancora aperti sul futuro e sulla composizione definitiva della dirigenza rossonera per la prossima stagione.
Secondo le indiscrezioni, l’addio di Tare sarebbe ormai altamente probabile, al punto da essere considerato quasi certo negli ambienti vicini al club. Una situazione che conferma un periodo di forte instabilità a livello gestionale.
Raimondi: “Possibile nuova strategia del Milan”
A confermare il quadro è stato anche Claudio Raimondi, corrispondente di SportMediaset per il Milan, intervenuto nel corso del telegiornale sportivo delle 13.
Secondo il giornalista, la strategia del club potrebbe cambiare ulteriormente nel caso in cui la proprietà decidesse di affidare un nuovo progetto a Zlatan IbrahimoviC, con l’obiettivo di costruire una dirigenza più strutturata e con profili differenti rispetto a quelli attuali.
In questo scenario, il nome in cima alla lista sarebbe quello di Tony D’Amico, attualmente all’Atalanta, considerato il principale candidato per ricoprire il ruolo di direttore sportivo nella nuova possibile fase rossonera.
Per lui si parla di un contratto biennale con opzione per il terzo anno, segnale di un progetto che, almeno nelle intenzioni, punterebbe su stabilità e programmazione.
Paratici pista complicata
Più defilata invece la pista che porta a Fabio Paratici, recentemente legato a un nuovo accordo a lungo termine con la Fiorentina, elemento che renderebbe l’operazione più complessa per il club rossonero.
Il Milan si trova così ancora una volta davanti a un bivio importante, tra la necessità di costruire una struttura solida e il rischio di un’ennesima rivoluzione interna nel giro di pochi mesi.
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