Il Milan è ufficialmente fuori dalla Champions League, con un’eliminazione che lascia l’amaro in bocca. Dopo un inizio promettente, con il Diavolo che sembrava avere la qualificazione a portata di mano, un’ingenuità di Theo Hernandez e le scelte tattiche di Conceiçao hanno compromesso tutto.
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Il Milan era partito con il piede giusto, con un gol di Gimenez che aveva portato i rossoneri in vantaggio. La squadra sembrava avere il controllo della partita, ma l’espulsione di Theo Hernandez al 51’ ha cambiato il corso degli eventi. Il francese ha cercato un contatto in area di rigore che non c’era, venendo ammonito per la seconda volta e lasciando il Milan in dieci uomini. Questo errore, oltre a ridurre numericamente la squadra, ha avuto anche un impatto psicologico devastante.
Il Feyenoord ha approfittato della superiorità numerica e, al 28′ della ripresa, ha segnato il gol del pareggio che ha deciso la qualificazione. Ma non solo l’errore di Hernandez ha segnato la fine del sogno rossonero: anche le scelte di Conceiçao sono state decisive. Il tecnico ha sostituito Gimenez, un riferimento offensivo importante, nonostante l’inferiorità numerica, indebolendo ulteriormente la squadra. I cambi, spesso determinanti in positivo per il Milan, questa volta hanno avuto l’effetto opposto.
Oltre alla delusione sportiva, l’eliminazione pesa anche sul piano economico, con una perdita di circa 11 milioni di euro. Il Milan dovrà ora concentrarsi sul campionato, cercando di riprendersi da questa delusione e imparare dai propri errori per il futuro.
