Fikayo Tomori, arrivato per la prima volta in rossonero a gennaio 2021, non ha mai nascosto l’amore per il Milan e tutto quello che si prova nell’indossare i colori di questo grande club. Il difensore è stato intervistato dalla UEFA nel corso del format di FedEx “Next in Line”. Di seguito le sue parole:
Sulla telefonata con Maldini e su le emozioni che ha provato
“Ricordo la prima telefonata di Paolo Maldini, in cui mi disse che che mi volevano. Ero cresciuto guardando il Milan dei tempi d’oro e i suoi giocatori. Pensavo ‘Davvero mi vuole il Milan? Una volta arrivato qui, ricordo di aver indossato la maglia a strisce rossonere. È stato semplicemente surreale. San Siro è come un monumento. Riesci a vederlo sempre mentre guidi. È come se fosse proteso verso di te. Poi, il giorno della partita, i tifosi sono lì da due ore prima della gara. Si sente l’energia che emanano. Si giocano le partite di campionato, le coppe nazionali, ma quando arriva la Champions League è tutto diverso. Le luci di San Siro sono un po’ più luminose. Ascolti i tifosi fino all’ultimo minuto prima del fischio iniziale quando tutto lo stadio urla insieme ‘The Champions’. Ti fa venire la pelle d’oca, anche se succede ogni volta. È pazzesco”.
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Sul primo goal in Champions a San Siro
“Ricordo che quando ho segnato contro il Liverpool nella sconfitta casalinga per 2-1 del dicembre 2021, ho pensato: ‘Ho segnato a San Siro per il Milan in Champions League. Wow, questo è quello che guardavo fare ai miei idoli e ora lo sto facendo io’. È pazzesco pensarci”.
Sul sogno nella vita
“Il mio sogno nella vita potrebbe sembrare un po’ banale, ma è non avere rimpianti. A fine carriera voglio poter dire che ho fatto tutto quello che potevo; che ho permesso a me stesso di essere me stesso. Alla fine, se vincerò un milione di trofei o se avrò vinto solo lo Scudetto, sarò comunque soddisfatto di ciò che ho fatto”.

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