L’addio di Sandro Tonali al Milan continua a fare parlare e discutere. Uno dei giocatori simbolo del Milan targato Maldini-Massara, quello della rinascita, figura chiave dello Scudetto e della cavalcata europea in Champions League della stagione passata. Sandro, tifoso rossonero dichiarato sin da bambino, sembrava destinato a vestirne i colori a lungo e diventandone bandiera. Le sue dichiarazioni non lasciavano spazio all’immaginazione. L’obiettivo era quello di rimanere a Milano a vita, evitando di fare l’errore di andarsene.
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In un mondo in cui nulla è più scontato ed eterno, quello del calcio milionario, il vento è cambiato in fretta. Al primo affondo il Milan ha ceduto, accettando l’offerta faraonica del Newcastle di 80 milioni. Tonali stesso è stato attratto e affascinato dalla possibilità di giocare nel campionato più competitivo del pianeta, oltre che, ovviamente, da un lauto ingaggio, molto superiore di quello offerto dalla società di via Aldo Rossi.
Intervistato ai canali ufficiali del club britannico, l’ex centrocampista di Brescia e Milan si è espresso così.
Sulle sensazioni di essere un giocatore del Newcastle: “Sono felice e sto bene. Mi hanno accolto alla grande subito tanti giocatori, quindi credo che sia stata una grande accoglienza, è stata una bella partenza”.
Sulla reazione nell’aver scoperto l’interessamento dei Magpies: “Ci sono stati tanti passaggi. Il più importante, però, credo che sia stato il primo, ovvero quando mi hanno comunicato il loro interessamento. L’ho presa subito bene perché sapevo che era qualcosa di vero, di concreto. Quindi abbiamo ragionato diversamente rispetto a tutte le altre occasioni in cui in passato siamo stati contattati da club. Ogni anno ci sono squadre interessate, questa volta le persone hanno dimostrato veramente di volermi qui a tutti i costi”.
Sull’addio al Milan: “In rossonero ho fatto un percorso che si è concluso con la semifinale di Champions League. Andare via è stata una delle decisioni più difficili da quando sono calciatore, ma andava fatto ed era arrivato il momento di farlo”.
Sullo Scudetto con il Milan: “Un’annata fantastica. Lì abbiamo imparato tutti quanti tanto. Ogni partita era come se fosse una finale. Il primo che mollava un centimetro, poteva perdere il titolo. In ogni partita bisognava vincere per arrivare alla fine e mancavano circa 10 partite al traguardo. E’ stata una lotta bella, sportiva, che ci ha premiato per quanto fatto durante tutto il campionato”.
Sull’emozione di giocare al St James’ Park: “Non è una mia opinione ma un fatto reale che giocare al St James’ Park sia meraviglioso, è uno stadio che ti spinge. Al contempo tu devi essere bravo a trascinare il pubblico dalla tua parte. Sarà una stagione lunga e intensa”.
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