Nella settimana che si è chiusa con la splendida vittoria del Milan nel derby, CBS Golazo ha avuto l’occasione di intervistare Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor di RedBird, che ha accolto tutti a Milanello, aprendo il cuore sul passato, il presente e il futuro del club rossonero.
L’ex campione svedese ha iniziato con una battuta: “Dovete stare dalla parte giusta di Milano. Sapete, ci sono due parti: quella blu e quella rossa. Noi siamo la parte fashion. Benvenuti a Milanello!“.
Gli idoli del giovane Zlatan
Ibrahimovic ha raccontato il suo primo amore calcistico rossonero: Marco van Basten. “Quando andai all’Ajax, molti mi paragonavano a lui. Non ero ancora pronto a reggere quella pressione, perché Van Basten è una leggenda. Al Milan faceva parte del trio olandese con Rijkaard e Gullit. Venivo paragonato a lui per il modo in cui giocavo da attaccante, e lui è stato il mio punto di riferimento. Ha avuto una carriera breve ma il suo nome resterà nella storia“.
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Milan Futuro: crescere giocando
Sul progetto Milan Futuro, Zlatan è chiaro: “In Italia tutti sono concentrati sui risultati. Se vuoi vincere, metti dentro il giocatore pronto, togliendo spazio a chi ha potenziale. Noi abbiamo cambiato questa mentalità: vogliamo dare tempo di gioco ai giovani. Se non giocano in Milan Futuro, giocano in Primavera. Salire e scendere tra i livelli serve a crescere, così quando arrivi in prima squadra è per merito dei risultati ottenuti“.

Storia, tradizione e tifosi
Ibrahimovic non dimentica le radici del club: “7 Champions League, 19 scudetti, Palloni d’Oro dei nostri giocatori, tutte le coppe internazionali. I tifosi sono abituati a questo, e se non glielo dai non gli dai il Milan. Dobbiamo continuare a farlo“.
Allegri, allora e oggi
Sull’attuale allenatore rossonero Massimiliano Allegri, Zlatan commenta con ammirazione: “Ho avuto lui come allenatore. È bravo nelle relazioni con i giocatori e gestisce il gruppo alla perfezione. Ha già vinto trofei con il Milan ed era bravo anche quando allenava me, gestendo giocatori di grande carattere come Seedorf o Cassano“.
E sul loro rapporto attuale, ora che Zlatan ha un ruolo diverso: “Lavorare con Allegri è facile. È un vincente e sa cosa significa essere al Milan. Deve solo far capire questo ai giocatori. Tranne Modric, ovviamente: a lui non devi spiegare nulla. Abbiamo anche Rabiot, Maignan e Nkunku, che conoscevo già dai tempi del PSG. Oggi sono qui, pronti a dare il massimo per il club“.
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