EDITORIALE PRIMA PAGINA

Tre cose che si possono fare in 512 giorni

Rafa Leao è tornato. Calma però con queste parole poco ponderate ed esagerate. Rafa Leao è tornato al gol a San Siro in Serie A. Dopo 512 giorni. Specifichiamo. Il talento portoghese ha finalmente fatto gioire il Meazza e la Curva Sud in una partita casalinga, mettendo a segno una doppietta importantissima in grado di ribaltare la Fiorentina di Stefano Pioli. Forse era destino che Leao segnasse il suo ultimo gol con Pioli sulla panchina rossonera, e tornasse alla rete nel giorno del ritorno dell’allenatore parmense alla Scala del Calcio. Da Pioli a PioliMolto romantico tutto ciò, se non fosse che il tema centrale di questo articolo, nonché dell’intera Italia calcistica degli ultimi 3 giorni, sia l’astinenza al gol casalingo del giocatore più rappresentativo del Milan. 512 giorni. Cinquecentododici. E allora mi sono chiesto: cosa Leao avrebbe potuto fare in tutti questi giorni?

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Rafa Leao

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Iniziamo a specificare che 512 giorni corrispondono a circa 1 anno e 5 mesi, dunque abbastanza tempo ad esempio per farsi un corposo rewatch di un capolavoro cinematografico come Boris. In 512 giorni, Leao avrebbe potuto guardare le tre stagioni della serie per un totale di 585 volte. Beato lui. 

Il 10 rossonero avrebbe potuto anche, perché no, ascoltare per ben 35 mila e rotte volte l’album del celebre cantante WAY45, intitolato 12:12. Ah dimenticavo di chiarire: WAY45 non è altro che il nome d’arte dello stesso Rafael Leao e 12:12 è il titolo del suo ultimo album uscito nel settembre scorso. Polutropos. 

Per concludere questa entusiasmante breve lista di cose che Leao avrebbe potuto fare in 512 giorni, direi che si può tranquillamente omettere, o forse no, il fatto che dall’ultimo gol in Serie A a San Siro, l’attaccante abbia messo a segno nel campionato italiano altre 10 marcature condite da 10 assist. Senza contare tutte le altre competizioni nazionali e internazionali. Tra i pari ruolo militanti in Serie A, nello stesso lasso di tempo solo il compagno Pulisic e Orsolini hanno fatto meglio del portoghese.

Quando si parla di Rafa come un giocatore “tornato” o “recuperato”, bisognerebbe prima chiedersi se effettivamente se ne sia mai “andato”. 

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