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Un Milan di alti e bassi in questo inizio potrebbe rimpiangere alcune scelte sbagliate

furlani moncada

L’inizio di campionato del Milan potrebbe essere delineato come un bambino descriverebbe una montagna russa: tante emozioni positive, ma anche tanta paura. Paura per alcune dinamiche come il caso Theo-Leao di qualche settimana fa o misunderstanding dell’ultima giornata contro la Fiorentina per chi doveva battere i rigori che poi sono stati sbagliati. Il Diavolo non ha ancora mostrato solidità e forza tipiche della grande squadra che vuole mettere il muso davanti a tutti e il derby vinto rischia di essere dimenticato troppo in fretta.

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Intanto, i tifosi riflettono. Riflettono anche sulla società. Quest’ultima responsabile di alcune scelte che a lungo andare potrebbero costare caro e rivelarsi sbagliate come nel caso di alcune cessioni avvenute nell’ultima estate di mercato. Impossibile non parlare, a tal proposito, di Pierre Kalulu e Daniel Maldini che, forse, sono andati via con troppa leggerezza.

Daniel Maldini PhotoCredit AC Milan

Di questo ha parlato La Repubblica che ha scritto così: “Kalulu è diventato un colpaccio di mercato o, visto dalla prospettiva milanista, il seme di un pentimento, lo specchio di un rimpianto, il pretesto per mangiarsi le mani […]”, così come lo stesso figlio d’arte, oggi addirittura anche in Nazionale, che è stato lasciato andare troppo frettolosamente quando alla fine “non sembra tanto peggio di Okafor o Chukwueze“.
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