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Van Ginkel racconta il suo Milan: “Al Milan non capivo Inzaghi. E su Berlusconi…”

Filippo Inzaghi

A 33 anni Marco Van Ginkel ha deciso di dire basta con il calcio giocato. L’ex centrocampista olandese ha annunciato il ritiro e, in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, è tornato a parlare anche della sua esperienza al Milan nella stagione 2014-2015. Un’avventura breve ma intensa, tra aspettative, difficoltà di ambientamento e aneddoti rimasti impressi.

Van Ginkel al Milan: una trattativa lampo chiusa all’ultimo giorno

Il trasferimento in rossonero arrivò in modo improvviso, quasi cinematografico: “Fu una trattativa lampo, chiusa l’ultimo giorno di mercato. Il mio agente mi chiamò all’improvviso dicendomi: ‘Dobbiamo subito prendere un jet per Milano’”.

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Un’operazione last minute che racconta bene il clima di quei giorni e la rapidità con cui si muovono le dinamiche del calciomercato. Per Van Ginkel, quella chiamata rappresentava una grande occasione: vestire la maglia del Milan, anche se in una fase di transizione storica per il club.

Il primo incontro con Inzaghi

Uno degli episodi più curiosi riguarda il primo confronto con Filippo Inzaghi, allora alla sua prima esperienza in panchina in Serie A.

“Ricordo il colloquio con Pippo nel suo ufficio il primo giorno a Milanello. Doveva farmi vedere alcune slide su come muovermi in campo, ma parlava in italiano. Non capivo niente. A un certo punto gli dissi: ‘Mister, non parlo la sua lingua’”.

Un momento quasi surreale, che lo stesso Van Ginkel racconta con ironia. Inzaghi provò a passare all’inglese, ma la comunicazione non fu semplice. Un dettaglio che evidenzia le difficoltà iniziali di integrazione e la complessità di inserirsi rapidamente in un nuovo contesto tattico e linguistico.

La gestione del gruppo e le prime armi di Inzaghi

Nel corso dell’intervista, l’olandese ha espresso anche una riflessione più tecnica sull’allenatore: “Non aveva una grande gestione del gruppo. Magari giocavi bene un paio di partite e poi ti metteva in panchina”.

Parole sincere, ma non polemiche. Van Ginkel ha infatti sottolineato come Inzaghi fosse alle prime armi da tecnico e di averlo sempre ammirato come persona. Una distinzione netta tra l’uomo e l’allenatore, che racconta il rispetto rimasto intatto nonostante le difficoltà vissute in quella stagione.

Berlusconi a Milanello: l’elicottero e l’amore per il Milan

Impossibile parlare del Milan di quegli anni senza citare Silvio Berlusconi. Van Ginkel ha svelato un retroscena significativo: “Almeno una volta al mese si presentava a Milanello con l’elicottero. Un personaggio incredibile: teneva tantissimo al Milan”.

Un’immagine iconica, che fotografa perfettamente l’epoca berlusconiana: presenza costante, carisma e un legame viscerale con il club. Anche nei momenti meno brillanti dal punto di vista sportivo, la figura del presidente restava centrale nella quotidianità della squadra.

Inzaghi & Berlusconi
Inzaghi & Berlusconi

Spogliatoio Milan: da Rami a Suso, i legami più forti

Sul piano umano, Van Ginkel conserva ricordi positivi. Il compagno più simpatico? Adil Rami, “faceva ridere tutti in spogliatoio”.

Ma non solo: l’ex centrocampista ha raccontato di aver legato molto anche con Suso, Nigel de Jong, Giacomo Bonaventura e Alex.

Un gruppo eterogeneo, internazionale, che nonostante le difficoltà sportive aveva costruito relazioni solide all’interno dello spogliatoio.

Un’esperienza tra rimpianti e crescita

L’avventura al Milan non è stata la parentesi più brillante della carriera di Van Ginkel, ma resta una tappa significativa del suo percorso. Tra trattative last minute, barriere linguistiche e un club in piena trasformazione, l’olandese ha vissuto una stagione che oggi racconta con lucidità e maturità.

Ora che ha scelto di appendere gli scarpini al chiodo, il suo racconto offre uno spaccato interessante su uno dei periodi più complessi della storia recente rossonera. E, ancora una volta, dimostra come dietro ogni stagione ci siano dinamiche umane, oltre che tecniche, che fanno la differenza.


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