Il Milan non sta vivendo sicuramente uno dei migliori momenti della sua storia, ne sono testimonianza l’8′ posto in Serie A e l’esonero di Fonseca. Al suo posto è arrivato Conceicao, ex allenatore del Porto, con il quale ha vinto ben 11 trofei, di cui 3 campionati portoghesi. Ha commentato il momento negativo dei rossoneri Juan Sebastian Veron, ex compagno di squadra alla Lazio del nuovo allenatore del Diavolo, queste le sue parole rilasciate ai taccuini della Gazzetta dello Sport:
“Difficile parlare stando a migliaia di chilometri di distanza. Una cosa è certa: la squadra non ha reso, finora, secondo le sue potenzialità. Il Milan ha giocatori forti, penso a Leao, a Theo, a Reijnders, a Fofana, a Morata, a Pulisic, e di sicuro me ne dimentico qualcuno… Però in questo inizio di stagione non è quasi mai scattata la scintilla, non c’è stata continuità di rendimento. I successi contro Inter e Real? Certo che se hai la forza per vincere al Bernabeu, che è una cattedrale, poi non ti puoi smarrire in un campo di provincia com’è capitato al Milan. Vuol dire che il gruppo non era perfettamente sintonizzato con le idee dell’allenatore.
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Se c’erano anche problemi di spogliatoio? Così mi hanno riferito, ma io lo spogliatoio di Milanello non l’ho vissuto. Una cosa risulta evidente: le esclusioni eccellenti che Fonseca ha deciso. Tenere fuori Leao e Theo è una faccenda che pesa. Bisogna vedere che cosa è realmente successo. Io credo che, per raggiungere grandi traguardi, e lo dico da presidente di un club, sia necessaria una totale sintonia tra squadra, allenatore, dirigenti e tifosi. Se manca anche una sola di queste componenti, vai poco lontano. Non so quale componente sia mancata finora al Milan“.
Sarà ora compito di Conceicao risolvere i problemi del Milan in questo inizio di stagione, per tentare, per lo meno, di agguantare una qualificazione in Champions League, che dista attualmente ben 8 punti. Il portoghese con il suo carisma dovrà riuscire a risvegliare la passione e l’orgoglio della squadra, riaccendendo la scintilla che risiede in essa, che per il momento, come detto Veron, non si è mai accesa.
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