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Verso Napoli-Milan, rebus attacco: chi parte titolare?

Napoli-Milan, questa volta, vale molto più di una classica sfida tra due big: è uno snodo diretto nella corsa al vertice della Serie A. Alla vigilia della partita, la classifica dice: Inter, che stasera sarà impegnata nella gara contro la Roma, prima a 69 punti, Milan secondo a 63, Napoli terzo a 62. Tre squadre in sette punti, con otto giornate ancora da giocare. In questo contesto, Napoli-Milan diventa uno scontro diretto pesantissimo. I rossoneri arrivano con un solo punto di vantaggio sugli azzurri: vincere significherebbe blindare il secondo posto, mentre una sconfitta rimetterebbe tutto in discussione in ottica Champions.

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Per il Napoli, invece, è l’occasione perfetta per il sorpasso e per rilanciarsi ipoteticamente alla corsa al titolo. Ma non è solo una questione di classifica. È una partita che può cambiare l’inerzia del campionato. Il Milan è stato discontinuo nelle ultime settimane, mentre il Napoli arriva da un momento di crescita: due traiettorie diverse che si incrociano proprio nel momento decisivo della stagione. Inoltre, il calendario aggiunge ulteriore pressione, con l’Inter, come anticipato precedentemente, impegnata in un altro big match, il risultato del Maradona può ridurre o ampliare il distacco dalla vetta già in questa giornata.

Ma come arriva il Milan alla gara?

Stando a quanto riportato da Peppe Di Stefano a Sky Sport, il Milan potrebbe presentarsi a Napoli con un volto offensivo completamente diverso rispetto al solito. Nelle prove tattiche delle ultime ore, Allegri ha lavorato su un 3-5-2, con Nkunku e Fullkrug in attacco, un cambio di rotta netto rispetto al 4-3-3 intravisto nell’allenamento aperto, che appare sempre più come una scelta strategica per non dare punti di riferimento.

Se queste sensazioni dovessero trovare conferma, le scelte sarebbero forti anche in termini di uomini. Alcuni dei profili più offensivi e imprevedibili partirebbero infatti dalla panchina: una decisione legata sia alla condizione fisica non ancora ottimale, sia alla gestione dei rientri dagli impegni internazionali.

L’idea sarebbe quella di sfruttarli a gara in corso, quando ritmo e spazi potrebbero rendere il loro impatto ancora più determinante. Allo stesso tempo, cresce la fiducia attorno a chi ha lavorato con continuità durante la sosta. C’è chi ha approfittato di queste settimane per migliorare la propria condizione e candidarsi seriamente per un ruolo da protagonista in una sfida che si preannuncia ad alta intensità. Una partita in cui ogni scelta, soprattutto in attacco, può fare la differenza.

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