L’addio di Mancini alla Nazionale ha scatenato reazioni alterne e diverse tra gli appassionati. C’è chi ha preferito non esprimere un parere, vivendo la separazione in modo indifferente, ritenendola la giusta conclusione di un percorso fatto di luci, l’Europeo vinto nel 2021, e ombre, la mancata qualificazione al mondiale in Qatar. Altri, invece, la maggioranza, si è scagliata contro l’ex CT per i modi e il tempismo della comunicazione con successivo passaggio sulla panchina dell’Arabia Saudita per un ingaggio faraonico. Il successore designato è stato Luciano Spalletti, questa sera impegnato nel debutto contro la Macedonia del Nord. Incredibile come il destino abbia messo di fronte al futuro dell’Italia ancora una volta la nazionale che ha castigato l’Italia il 24 marzo 2022 al Barbera di Palermo.
Una prima decisamente da dimenticare, terminata 1-1 dopo essere stati in vantaggio fino all’81’. Un’Italia che ha mollato la presa sul più bello, gestendo male il risultato e lasciando spazio alle offensive macedoni. La rete del pareggio è stata firmata da Bardhi con un calcio di punizione poco fuori dal vertice destro dell’area di rigore. Un tiro, a dire il vero, tutt’altro che imparabile. La complicità di Donnarumma è evidente, con la colpa di aver subito il gol sul proprio palo ed essersi buttato in ritardo.
Per un Maignan che, dopo aver conquistato il Milan, sta facendo innamorare la Francia intera a suon di miracoli e clean sheet, c’è un Donnarumma che continua a faticare, non riuscendo più a esprimersi sui livelli che lo hanno portato in alto. Il cammino dell’Italia, ora, deve necessariamente passare da una vittoria contro l’Ucraina martedì sera, a San Siro. Il punto di stasera avvicina la Macedonia del Nord e obbliga i ragazzi di Spalletti a non poter più sbagliare per evitare spiacevoli sorprese.
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