Il Milan è in finale di Coppa Italia. Il Milan è imbattuto nei derby. Il Milan è l’unica squadra italiana ad aver già sollevato un trofeo quest’anno, la Supercoppa. Non sono e non saranno mai traguardi sufficienti a giudicare positivamente una stagione per una piazza ambiziosa come quella rossonera. Sono però tre magre consolazioni, frutto del lavoro di Sergio Conceiçao e dei suoi ragazzi. Sergio Conceiçao ed i suoi ragazzi. Nessun’altro. Sulla partita singola questa squadra ha dimostrato di essere un osso duro per qualsiasi avversario. Contro quella che, a detta di tutti, è la rosa più forte del nostro campionato, nei cinque scontri diretti il Milan ha dato l’idea di essere (prendiamo in prestito il termine da Mkhitaryan) “ingiocabile“. E allora come si spiega il nono posto in Serie A?
Per fare bene in una maratona non contano né i primi cento metri, né gli ultimi, quantomeno alcuni scatti improvvisi nel mezzo della corsa. Un maratoneta studia e si prepara con mesi e mesi di anticipo. Parte con una strategia ben definita, poi la esegue. Ciò che il Milan non ha fatto quest’estate. Il nono posto in classifica trova spiegazione in un progetto tecnico che è il risultato di una grande improvvisazione. A partire dalla primissima scelta per la panchina, ricaduta su Lopetegui, con il rumore della piazza che farà poi virare su Fonseca. Dopo la conferenza stampa di presentazione, nella quale Ibrahimovic si era esposto con grandi proclami, non sarà mai realmente sostenuto dalla società il portoghese, umiliato ingenerosamente nel post gara di Milan-Roma con un esonero da cinepanettone.
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Scelte discutibili
La grande improvvisazione prosegue a gennaio. Nuovo allenatore, con un carattere e una visione di gioco in netta contrapposizione rispetto al suo predecessore. Conceiçao, tra le altre, era già libero in estate. Dentro poi una serie di acquisti onerosi e poco ragionati per il momento che il Milan stava attraversando. Gimenez oggi fa la riserva di Abraham e Jovic. L’esperienza in rossonero di Joao Felix invece è ferma a quell’abbaglio generale nel suo esordio contro la Roma. Fonseca ci ha messo tutto sé stesso durante la sua breve parentesi milanese, regalandosi anche qualche serata di grande prestigio come la vittoria di Madrid o il derby di andata. Lo stesso sta facendo Conceiçao, che da qualche settimana opera con la consapevolezza di avere il destino segnato. Se il Milan in questa annata è riuscito a ritagliarsi qualche piccola soddisfazione è solo merito di chi lavora a Milanello. In Via Aldo Rossi invece, oltre ad affrettare i casting per il nuovo direttore sportivo, dovrebbero mangiarsi le mani.
Adesso non si può più sbagliare
Dopo aver salutato Pioli, Giroud e Kjaer, protagonisti di un ciclo ormai terminato, c’erano tutti i presupposti per avviare un nuovo progetto vincente. Oggi il Milan sarebbe potuto essere lassù, insieme ad Inter e Napoli, a lottare per lo scudetto. Il potenziale di questa squadra è molto alto, un’altra stagione da comparsa nel calcio italiano i tifosi rossoneri non la possono accettare. Ora più che mai saranno decisive le prossime scelte che la dirigenza rossonera dovrà affrontare. Adesso non si può più sbagliare.
