Geroge Weah, ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, analizzando il momento in casa Milan, dopo la mancata qualificazione in Champions League. Una stagione difficile, quella del Diavolo, sono lontano i tempi in cui Geroge Weah accendeva San Siro, con le sue scorribande lungo tutto il rettangolo verde. Queste le parole dell’ex bomber della Liberia che ha scritto pagine indelebile con la maglia del Diavolo:

Sul momento del Milan: “Il calcio è strano, tutte le squadre cambiano e si evolvono. Il livello del campionato è cambiato, ma al Milan la pressione resta enorme, inoltre i giocatori hanno bisogno di tempo per ambientarsi. Oggi c’è un gruppo giovane, servono lavoro e pazienza. Il Milan tornerà grande. Io sono arrivato al Milan a 28 anni, fosse successo prima forse non sarei stato pronto. San Siro è arrivato dopo il Monaco e il PSG. Sono stato bravo a cogliere l’opportunità grazie alla maturità. La mia storia insegna che serva avere pazienza. Troppe volte vedo ragazzi lasciati in panchina dopo un solo errore, ma non è così che funziona, bisogna lasciare il tempo per lavorare e crescere. non tutti nascono Lamine Yamal“.
Sulle lacune del movimento calcio in Italia: “Serve un sistema che faccia crescere, il successo non arriva da un giorno all’altro, ma da un lungo processo. La fiducia è alla base di tutto, bisogna incoraggiare i ragazzi, accompagnarli. Mio figlio Timothy ha giocato qui a New York prima di entrare nel settore giovanile del PSG. Il lavoro che possiamo fare sulla mentalità dei ragazzi è importante”.

Sul Mondiale: “Tiferò per il Brasile di Ancelotti, la squadra che ho amato anche quando ero piccolo. Avrò il cuore diviso a metà, mio figlio gioca nella Nazionale USA. L’Italia è il paese del calcio, ma esistono i cicli. Non riesco a dare grandi spiegazioni sul motivi per cui gli azzurri non sono al Mondiale, ma so che l’Italia tornerà di nuovo grande“.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
