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Zambrotta: “Leão scarso? Non sono d’accordo. Al Milan consiglio questa punta”

Zambrotta

L’ex calciatore del Milan, Gianluca Zambrotta, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Il campione del mondo con l’Italia ha trattato diversi temi, tra cui la sfida di domani sera contro la Juventus, il lavoro di Allegri con i rossoneri e il momento negativo di Rafael Leão. Di seguito un estratto delle parole di Zambrotta:

“Rispetto alla concorrenza, l’Inter ha semplicemente fatto valere la sua forza generale. Una squadra che è più gruppo, ha più esperienza, struttura. Era difficile competere, anche se era giusto credere nel Napoli campione uscente. E anche nel Milan magari, che però ha perso troppi punti in una fase delicata della stagione”.

Sull’operato di Allegri e Spalletti:
“Le prime quattro della classifica di oggi meritano il posto che hanno. Qualche settimana fa, onestamente, avevo dato speranze anche al Como, che ha un gran bello sviluppo di gioco. Ma la Juve un calendario più semplice e l’ultimo Milan ha ritrovato solidità”.

Il risultato del Milan finora è da attribuire all’allenatore?
“Ciò che Max dice sulla necessità di prendere pochi gol è vero e rispettabile. Ma quando l’obiettivo sarà vincere lo Scudetto, allora mi aspetto qualche gol fatto in più. Molto dipende dai giocatori che hai in rosa. Nella prima parte di campionato il Milan aveva un Pulisic superlativo. Poi nessun altro è stato in grado di fare la differenza. Füllkrug, Giménez e Nkunku non hanno inciso, hanno dovuto trovare i gol dei centrocampisti. Con un bomber da 15-20 gol a campionato sarebbe stato certamente più vicino all’Inter”.

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Bartesaghi può essere l’erede per zona di competenza?
“Lui, Palestra e Bernasconi. Ci sono tanti terzini emergenti. Gli allenatori danno fiducia finalmente ai giovani ed è giusto così. Quando hai potenzialità devi poterle esprimere rischiando anche qualcosa: a vent’anni devi poter sbagliare. Bartesaghi lo terrei in casa assolutamente per tanti anni”.

Terrebbe Modrić per un altro anno?
“Largo ai giovani sì, ma non nel suo caso. Cercherei di trattenerlo perché ha fatto una stagione personale strepitosa e anche solo per averlo nello spogliatoio come riferimento”.

Dovrebbe restare anche Leão?
“Non sono d’accordo con chi dice che Rafa è scarso e mediocre. Chi ha giocato a calcio non può dirlo, a parte qualcuno. Se sta bene ed è focalizzato sulla partita può fare la differenza. Per me dà il meglio sulla fascia: è micidiale quando ha spazio e punta l’uomo”.

Sull’esperienza di Kalulu alla Juventus:
“Ha sbagliato il Milan a farlo andare via. È un giocatore duttile e ha sempre fatto il suo. Ora sa diventare pericoloso anche in fase offensiva”.

Cosa ne pensa di Vlahović?
“È il classico numero 9. Non è che da un momento all’altro, da fare venti gol a stagione passi a essere un sopravvalutato. Ha avuto i suoi problemi e aveva trovato una Juve in un momento non facile. Oggi cercherei di trattenerlo, altrimenti consiglierei al Milan di prenderlo”.

Come si potrebbe risollevare la Nazionale italiana?
“Oggi, nelle prime quattro squadre di A ci sono pochissimi italiani: è penalizzante per un c.t., che ha poco tempo a disposizione, non avere già dei blocchi di Milan, Juve e Inter. Se preferiamo uno straniero a un italiano il problema non è federale, ma interno ai club”.

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