EDITORIALE PRIMA PAGINA

Mio zio lavorava alla tenda, così quando è morto…

C’è una battuta di quel comico, Stephen Wright, che fa:

“Avevo uno zio che era un clown (*silenzio*). Quando è morto, tutti i suoi amici andarono al suo funerale in una sola auto” e fa pensare tantissimo al Milan. Non di certo per il fatto dei pagliacci – i pagliacci – che vanno tutti in macchina insieme, proprio no.

Fa pensare e fa pensare tutti al Milan, al Milan dei dirigenti sinceramente svegli e delle scelte forti e dei volti che piacciono a tutti e che improvvisamente finiscono tutti sotto lo stesso giudizio nella stessa auto. Da capitan Calabria a Maldini e Massara, dai tanti trequartisti/esterni già ritenuti almeno “accettabili” a Stefano Pioli e altri ancora. Solo poi che sono tanti nomi troppi nomi, e in macchina si entra in cinque in norma, come sapete. Troppi nomi così.

C’è però che la gente li vede tutti colpevoli: tutti sulla stessa barca o bus o treno o auto o ottovolante. Tutti. Ma non è ancora tempo di pensarci con una stagione da terminare, si dovrà risolvere tutto in estate.

Intanto, nel giorno di Milan – Sampdoria (già retrocessa) non fare tre punti sarebbe qualcosa di davvero kitsch rispetto alle ultime settimane. Qualcosa che peggio no, non se ne potrebbero perdere di punti in questa stagione. Rimane la tenebrosa impressione però che si siano già persi sulla strada dei punti più importanti di questi. Succedeva quando il Diavolo non inseguiva, un po’ disperato come ora, ma era lì e nulla sembrava vano quanto ora che si può anche vincere ma una posizione tra le prime quattro rimane cosa tosta con le altre davanti.

Nei tormenti esiste una certezza: accade che quella domanda che fa “cosa non ha funzionato nel Milan del 2023?” è una domanda poco curiosa. Lo stolto guarda il dito e non la luna e lo stolto guarda i gol subiti in difesa e non tutte le blasfemie delle ultime settimane dalla mediana in su. In possesso.

Difficile credere che la squadra non possa prescindere da nuovi attaccanti e dalle audizioni di mercato nel mese di giugno, o anche già ora. Difficile – ed anche più difficile – credere che le soluzioni siano nei nomi lanciati dai giornali. Uno è quello di Roberto Firmino, attaccante che età a parte è già a fine carriera e vive di tanti infortuni. Discorso diverso per il nominatissimo Kamada dell’Eintracht Francoforte, certamente un trequartista che a fine stagione assembla un bel piattino di statistiche, ma non poi potenziabile. Alla sua età il miglior Kamada è questo, e non è in quei gotha dei migliori al mondo nel suo ruolo.

Insomma, queste macchinazioni allucinanti vanno perché si deve investire davvero in attacco e sulla trequarti. E se adesso alcuni obiettivi di mercato non sono tra i migliori del loro ruolo ma soprattutto non hanno più potenziale per diventarlo, forse non vanno bene per chi si arrovella il cardine sulle finali di Champions League.

Per cui, al contrario dei nomi sopra, Loftus-Cheek che è un giocatore che sa farsi molto apprezzare in molte posizioni del centrocampo può essere comodissimo anche senza appartenere a nessuna top-10 o 20 o 30.

Insomma, ripeto, Maldini e Massara e Pioli e tutta la dirigenza sono stati infilati in una sola macchina sì e non c’entrano tanto tutti insieme, sì. Ma forse la soluzione è più semplice del previsto. Succede così quando c’è il calciomercato e vedi che se compri degli attaccanti capita che, quando quelli hanno la patente, da una sola le macchine diventano almeno tre o quattro e per finire Pioli e Massara e Maldini stanno tutti belli e larghissimi su più auto sportive.

Che poi può succedere anche di stare in dieci tutti in auto e di correre a mille all’ora, eh.

Sapete, dopotutto possono tutti correre quanto gli pare. Mica si va al funerale dello zio. Il vecchio zio clown che lavorava sodo. Che poi vai a vedere se qualcuno è andato al funerale dello zio di Steven Wright sulla bici ad una ruota da clown, sul monociclo.

Ma boh.


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