L’addio di Tijjani Reijnders durante la scorsa estate aveva creato un’ondata di malcontento piuttosto importante all’interno del mondo rossonero, già provato dalla deludente stagione del Diavolo. Tiji rappresentava una delle pochissime luci dell’anno scorso. Un centrocampista in grado di segnare 15 gol con cinque assist, dando alla squadra tecnica, eleganza e pericolosità negli ultimi 30 metri. Sembrava difficile poter rimpiazzare l’olandese, ma a sei mesi dalla sua cessione si può dire con discreta certezza che al Milan attualmente non manca uno come Reijnders.
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Partiamo dalla zona gol. Il giocatore che ha il compito di sostituire le 20 partecipazioni ai gol dell’anno scorso è chiaramente Adrien Rabiot. E il francese, dati alla mano, sta facendo persino meglio di Tiji. Quattro gol e cinque assist in 1740′. Una media di un gol/assist ogni 193‘. Reijnders l’anno scorso aveva collezionato l’infinità di 4591′, per una media di un gol/assist ogni 230’. Non bisogna infatti dimenticare che i numeri clamorosi dell’olandese durante la passata stagione sono anche dovuti alle 54 presenze totali, di cui 53 da titolare.
Sappiamo che il grande punto debole dell’attuale centrocampista del City è la fase difensiva. Reijnders non ha la tendenza ad andare a contrasto, ha qualche lacuna nel posizionamento difensivo ed è molto sotto la media anche nei duelli aerei. Su questo campo il confronto con Rabiot, centrocampista dal grande senso tattico e forte fisicamente, non ha neanche senso. Sarebbe sicuramente stato affascinante vedere all’opera un centrocampo con Modric, Rabiot e Reijnders insieme, ma considerando l’importanza che attribuisce Allegri alla fase difensiva, non è così scontato che questo trio avrebbe funzionato così facilmente. Fofana infatti è una pedina fondamentale nello scacchiere del mister, e con lui in campo la squadra gira decisamente meglio.

Ad oggi, se Reijnders fosse stato in rosa, la sua più probabile collocazione nel Milan allegriano sarebbe stata da seconda punta, come ha giocato Loftus-Cheek contro il Bologna. In questo modo il Milan avrebbe potuto sfruttare le qualità tecniche dell’olandese senza perdere equilibrio difensivo. Tuttavia una coppia Nkunku-Reijnders non avrebbe avuto la stessa fisicità. Quindi un esperimento del genere probabilmente avrebbe funzionato solo se al fianco dell’olandese ci fosse stato uno come Fullkrug. Insomma, quello che in estate sembrava un addio dolorosissimo, si è trasformato nei mesi in una perdita che sicuramente continua ad addolorare i tifosi per la classe dell’olandese, ma che almeno sul campo non sta pesando troppo.
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