PRIMA PAGINA RASSEGNA STAMPA

Oliver Bierhoff e l’analogia tra i due Milan: “C’è un fattore che può metterli in difficoltà”

Bierhoff 

Oliver Bierhoff ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui mette a confronto il Milan di cui faceva parte, stagione 1998-99, con quello guidato oggi da Massimiliano Allegri, individuando alcune somiglianze tra le due squadre in questa stagione. La squadra allenata da Alberto Zaccheroni riuscì a recuperare un pesante distacco dalla Lazio nelle ultime giornate di campionato. Il sorpasso arrivò alla penultima giornata, prima di chiudere definitivamente i conti nell’ultimo turno, il 23 maggio 1999, con il successo sul campo del Perugia che valse il titolo.

A distanza di quasi ventisette anni, Bierhoff conserva ancora molti ricordi di quella stagione. Da osservatore attento del calcio italiano e da ex legato soprattutto al Milan e all’Udinese, oggi individua alcune somiglianze con la squadra rossonera, tornata a sperare nel titolo dopo il successo ottenuto nel derby di domenica.

LEGGI QUI- Rimonta ancora possibile: i motivi per cui il Milan crede ancora allo Scudetto

Le dichiarazioni dell’ex attaccante

Bierhoff, qual è stata la chiave per la vostra storica rimonta scudetto?

“Semplice: ci abbiamo creduto e abbiamo messo insieme un filotto clamoroso di vittorie”.

Detta così sembra semplice…

“È la realtà. Nessuno faceva calcoli, ma eravamo concentrati solo su noi stessi, sul conquistare più punti possibili, sull’aiutare i compagni. Eravamo convinti che, facendo il massimo, la Lazio avrebbe commesso qualche passo falso”.

Il Milan conquistò 21 punti, mentre i bianco celesti persero due incontri di fila contro la Roma e la Juventus e pareggiarono a Firenze alla penultima...

“Noi invece alla penultima giocammo con l’Empoli e, quando arrivò la notizia che i viola erano passati in vantaggio con una rete di Batistuta, il boato di San Siro ci fece scatenare: io segna i tre reti in mezz’ora, a cavallo tra primo e secondo tempo, e vincemmo 4-0. A fine gara eravamo primi in classifica”.

Suona come un consiglio per il Milan di Allegri che dopo il derby si è messo alla caccia dell’Inter…

“Secondo me non serve fare tabelle e ha ragione Allegri che continua a parlare di obiettivo Champions da raggiungere. Prima il Milan deve tornare nell’Europa che conta, poi pensare al resto. È un modo giusto per tenere la squadra concentrata su un traguardo a breve termine”

Lei quindi crede alla rimonta bis del Milan?

“Sì. Nel derby ho visto una squadra motivata, che ha fiducia e ha disputato un ottimo primo tempo. Forse nella ripresa si è abbassata un po’ troppo, ma ha resistito. E’ un segnale chiaro che, nonostante di fronte ci fosse l’Inter, là dietro c’è organizzazione e voglia di soffrire”

Qual è il pericolo maggiore per il Diavolo?

“L’ansia di dover recuperare. Quando sei dietro e non puoi fallire, può capitare di aver un pizzico di tensione in più. Mi sembra però che l’esperienza non manchi né ad Allegri né al gruppo”

Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X