Filippo Galli, storica bandiera rossonera, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Al centro, il famoso 24 marzo 1986, una data chiave nella storia del Milan e del calcio italiano. 40 anni fa, Berlusconi entrava in tackle sul panorama calcistico tricolore, rivelando i prodromi di una vera e propria rivoluzione, anche culturale. Le famose immagini dell’arrivo all’Arena di Milano, con il sottofondo musicale della cavalcata delle valchirie, i 5000 tifosi festanti in attesa. Tutti temi trattati nell’intervista a Filippo Galli, che ha vissuto gran parte dell’epopea Berlusconiana. Questi i ricordi di Galli:
LEGGI ANCHE – Shevchenko: “Leao? Il problema non è dove gioca!”. Sull’Inter…

I primi giorni del Milan di Berlusconi: “Siamo partiti dall’aeroporto vip di Linate la mattina verso le 10. Pioveva forte ma c’era tantissima gente, che cantava per noi. La presentazione era stata affidata Cesare Cadeo, c’era molta allegria e fermento. Alcuni di noi erano intimoriti per l’eccessiva confusione. Berlusconi ha sempre voluto stupire. Ci disse subito che eravamo condannati a vincere e che lui era abituato a lavorare per il primo posto, il secondo non sarebbe stata un’opzione”.
Le difficoltà del primo anno: “Avevamo bisogno di un po’ di rodaggio, giocatori nuovi, idee nuove, tante novità tutte insieme. Il Presidente amava lavorare sui dettagli, anche l’alimentazione. Dovevano giocare un trofeo Gamper a Barcellona. Deciso di proibire il dolce e polemizzò con il medico e l’allenatore, ma quel giorno scoprimmo Ruud Gullit. Berlusconi ci aveva detto: “Ragazzi ho visto uno da Milan!” e il giorno dopo lo acquistò. Poco dopo arrivò anche Van Basten“

La polemica tra Berlusconi e Rumenigge: “Se non sbaglio, Kalle disse che per vincere non bastava avere solo grandi campioni. Una sera a cena il Presidente ci raccontò la sua risposta: “Caro Rumenigge aspetta e vedrai“
L’arrivo di Sacchi: “Fu una sorpresa, una scelta clamorosamente giusta, arrivava dalla B, una scommessa su tutti i fronti, condividevano l’idea di vincere e divertire allo stesso tempo”.
Il rapporto con Berlusconi: “Amava il Milan e i suoi giocatori, ci voleva veramente bene e ci proteggeva. Siamo stati bene con lui come Presidente, abbiamo vinto, tantissimo. Voleva che il Milan fosse sempre al vertice. Primo in Italia, in Europa e nel mondo. Ci è riuscita, ci siamo riusciti. Berlusconi lo disse fin dal primo giorno da Milenello all’Arena fino alla cena ad Arcore e nella Convention al Castello di Pomerio: “Questo Milan può durare molto”. Credo che abbia avuto ragione”.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
