Negli ultimi periodi si è notato un cambiamento nel modo di giocare del Milan, soprattutto dopo il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3. Con questo nuovo sistema, la squadra guidata da Massimiliano Allegri riesce ad esprimere un calcio diverso, più dinamico ed efficace. Le motivazioni sono molteplici e riguardano anche aspetti mentali e di atteggiamento, ma è evidente che il cambio di modulo abbia portato benefici a Modric e ai suoi compagni.
Il 4-3-3, infatti, valorizza maggiormente gli esterni offensivi, permettendo a giocatori come Pulisic (o Leão, quando è disponibile) e Saelemaekers di sfruttare con più frequenza le situazioni di uno contro uno. Questo si traduce in una manovra offensiva più fluida, imprevedibile e pericolosa.
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Il piano tattico di Max per il Maradona: quale modulo?
Il grande interrogativo che accompagna queste due settimane di sosta è chiaro: Allegri punterà ancora sul 4-3-3 dal primo minuto anche a Napoli, dopo i segnali molto positivi visiti contro il Torino?
Nella conferenza stampa della vigilia, che non si terrà per via della Pasqua, il tecnico livornese non potrà esprimersi, ma la sua posizione è facilmente intuibile. Il 3-5-2 ha garantito ai rossoneri un bottino importante, con 60 punti raccolti nelle prime 29 giornate di campionato, e in una sfida così delicata non sembra il momento ideale per rinunciare a certezze tattiche consolidate. Per questo motivo, come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, è probabile che il Milan si presenti allo stadio Diego Armando Maradona con il 3-5-2 come sistema iniziale. Il 4-3-3 potrebbe invece rappresentare una soluzione da utilizzare a partita in corso, soprattutto se Leão dovesse tornare tra i convocati, diventando così un’arma preziosa per cercare di mettere al sicuro il secondo posto.
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