Serata complicata e strascichi inevitabili in casa Milan, dove la pesante sconfitta contro l’Udinese farà discutere a lungo. Nel mirino delle analisi, ancora una volta, Rafael Leao, protagonista di una prova che ha acceso il malumore di San Siro e alimentato il dibattito sul suo rendimento. Il portoghese, tuttavia, nonostante le critiche, è stato solo una delle delusioni della serata. La vittoria della Juventus a Bergamo, inoltre, complica notevolmente la difesa del quarto posto. Da qui a fine maggio non si può più sbagliare.
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A esprimersi con toni diretti nei confronti del 10 portoghese è stato Hernanes, ex centrocampista di Lazio e Inter, che negli studi di DAZN si è così espresso:
“Per quello che Leao ha espresso e per la sua attitudine, secondo me lui doveva andare via già con Theo Hernandez. Insieme, a braccetto. Però pensavo che magari con Allegri potesse fare questo salto in più che tutti noi aspettiamo, perché è un talento incredibile. Però gli manca sempre qualcosa. Oggi era difficile, giocava in modo diverso. Però mancava qualcosa nella lotta. E infatti San Siro l’ha fischiato di brutto quando è uscito perché la pazienza è ormai finita con lui. Quando lui è presente si vede che fa colpi eccezionali. Ma quando è assente mentalmente non produce niente. Per la forza fisica che ha, anche per la buona tecnica… Non c’è il cervello da attaccante”.
Hernanes ha poi proseguito:
“È un momento difficile. Il calcio è questo, in un mese tutto può cambiare. Vedevo un Udinese concentrata e determinata, che aveva il fuoco. Il Milan era svuotato. È una mazzata grossa dopo che perdi il secondo gol e prendi una mazzata così a San Siro. Non si riesce a recuperare Leao, ed è un peccato. In queste partite viene sacrificato in una posizione non sua, non lotta, non fa niente… È una situazione in cui si è passati dal toccare quasi la gloria ad arrivare a questa fase di rottura”.
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