Il piazzamento del Milan in classifica lascia spazio all’ottimismo: i rossoneri sono attualmente secondi, a pari punti con il Napoli, che però occupa la terza posizione. Nel prossimo weekend, la squadra guidata da Massimiliano Allegri affronterà la Juventus, quarta in classifica e distante solo tre punti sia dal Milan che dal Napoli. Si tratta quindi di una sfida decisiva, capace di cambiare in modo significativo gli equilibri della classifica.
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I possibili candidati per la panchina del Milan
Come riportato nell’edizione odierna del Corriere della Sera, nell’ultimo weekend, Max ha messo a tacere le voci su un possibile approdo alla panchina della Nazionale. Chiarendo di non aver ricevuto alcuna chiamata e di essere totalmente concentrato sul Milan.
Ha però sottolineato che, in caso di qualificazione in Champions, la rosa dovrà essere rinforzata sia dal punto di vista numerico che qualitativo. Puntando su profili affermati come Goretzka, Gila e Vlahovic.
Qualora queste condizioni non venissero soddisfatte, pur sentendosi a casa a Milano e al Milan, prenderebbe in considerazione anche una possibile separazione, seppur sofferta. Nel frattempo, il club rossonero, così come a Napoli, segue con attenzione Italiano, la cui permanenza a Bologna non è garantita.
Tra le alternative figura anche Sarri, i cui rapporti con il presidente Lotito restano tesi, soprattutto dopo quanto accaduto lo scorso anno, quando, a firme già avvenute, venne a conoscenza del blocco del mercato della Lazio. Queste sono state le parole di Allegri, alla vigilia della conferenza stampa di Verona-Milan, su un possibile cambio di panchina in vista della prossima stagione:
“In queste settimane parlano tutti, gli unici che non parlano sono i miei amici di Livorno, il calcio è bello anche per questo, è il bello delle partite, una cosa che conta è il risultato finale attraverso le prestazioni, ci manca qualche passettino all’obiettivo. La mia storia da allenatore parla chiaramente, 4 anni al Milan, 8 anni alla Juve, tanti cambiamenti non sono mai stati nel mio DNA, mi piace lavorare in un club che è una azienda, che va gestita come tale, va resa competitiva e nello stesso tempo sostenibile”
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