Il mondo del calcio italiano è scosso da un’inchiesta che colpisce i vertici arbitrali. Al centro della tempesta c’è Gianluca Rocchi, attuale designatore di Serie A e B, indagato per concorso in frode sportiva. Ma chi ha innescato questo meccanismo? Il nome chiave è quello di Domenico Rocca, ex assistente arbitrale della sezione di Catanzaro, il cui esposto ha dato il via alle indagini della Procura.
LA SCHEDA
Rocca, classe 1985 e appartenente alla sezione di Catanzaro, vanta una lunga carriera iniziata a soli 15 anni. Dopo la trafila nelle categorie minori, è approdato alla CAN D e alla CAN Pro, fino a raggiungere il vertice come assistente. Il suo esordio in Serie A risale al 12 febbraio 2017 in un Torino-Pescara. Tuttavia, il rapporto con l’associazione si è interrotto bruscamente al termine della scorsa stagione, quando il suo nome è apparso nella lista dei 14 assistenti dismessi, a suo dire senza spiegazioni convincenti.
LEGGI ANCHE – Juventus, Spalletti può sorridere: recuperate due pedine importanti: le ultime

“Chi di spada ferisce di spada perisce” aveva scritto in un post su Facebook. Proprio la dismissione avrebbe spinto Rocca a inviare una dettagliata lettera alla Commissione Arbitrale Nazionale. Nel testo, l’ex guardalinee accusa apertamente la gestione Rocchi di aver alterato valutazioni, designazioni e graduatorie, compromettendo i principi di correttezza e meritocrazia che dovrebbero governare l’arbitraggio italiano. Nella passata stagione Rocca era stato impiegato in 14 occasioni (una in A e 13 in B), un numero di presenze che l’ex assistente ha utilizzato come base per contestare i criteri di esclusione.
Intanto, in una dichiarazione rilasciata all’Ansa quest’oggi, Rocchi ha respinto le accuse: “Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura“.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
