A margine della presentazione del libro di Carlo Pellegatti, “50 partite, infinite emozioni. Il Milan”, Fedele Confalonieri ha rilasciato dichiarazioni forti e senza filtri. Tra ricordi indelebili, amarezza e giudizi taglienti sul presente rossonero, emerge il ritratto di un uomo ancora profondamente legato al Milan di un tempo.
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I ricordi indelebili: da Barcellona a Istanbul
Ripercorrendo gli anni d’oro del club, Confalonieri si lascia andare a una carrellata di emozioni che hanno segnato un’epoca:
“Mi vengono in mente Barcellona, Istanbul, le due Atene. Ma anche le cose più vecchie come Wembley, il 4-1 contro l’Ajax… Tante cose belle”.
Un viaggio nella memoria che attraversa alcune delle pagine più iconiche della storia rossonera, tra trionfi europei e notti leggendarie. Ma non manca il ricordo più doloroso:
“Anche la serata più brutta della mia vita, contro il Liverpool”.
Un chiaro riferimento alla finale di Istanbul del 2005, ferita ancora aperta nel cuore di molti tifosi milanisti.
“Queste emozioni resteranno con me”: la consapevolezza del tempo
Con lucidità e un pizzico di ironia, Confalonieri guarda al futuro con realismo:
“Io sono vecchio, fra tre mesi faccio 89 anni. Queste cose rimarranno nell’aldilà mio e tanti saluti”.
Parole che trasmettono il peso del tempo ma anche l’intensità di emozioni vissute in prima linea accanto a Silvio Berlusconi.
Attacco diretto a Leao
Tra i passaggi più discussi, il giudizio netto su Rafael Leão:
“Macché… Leao è un finto campione. Sembra che sia un campione, ma un campione gioca 90 minuti, tutte le partite. Questo quando gioca?”
Un’affermazione forte, che mette in discussione continuità e mentalità del numero 10 rossonero. Per Confalonieri, il paragone con un vero campione è chiaro:

“Un campione è Luka Modrić, che anche a 40 anni gioca. Ha vinto il Pallone d’Oro nell’epoca di Messi e Ronaldo”.
Milan e proprietà: dubbi su Cardinale
Non manca una riflessione critica sulla gestione attuale del club, con un riferimento diretto a Gerry Cardinale:
“Una banca che ha una squadra di calcio, cosa gliene frega di vincere uno scudetto?”
Confalonieri mette in dubbio le reali priorità della proprietà, sottolineando quanto sia determinante la figura di un presidente forte, citando implicitamente il modello passato.
Il rimpianto Galliani: “Con lui qualche chance”
Il discorso scivola poi su Adriano Galliani, figura simbolo del Milan vincente:
“Avessimo Galliani potremmo avere qualche chance”.
Un rimpianto evidente, che rafforza il confronto tra passato e presente.
Frecciata finale alla dirigenza attuale
In chiusura, Confalonieri non risparmia una stoccata all’attuale amministratore delegato Giorgio Furlani:
“Non lo conosco. Ma non ci tengo neanche. Da milanista non ci tengo”.
Parole che sintetizzano una distanza netta tra la vecchia guardia e la nuova gestione del club.
Un Milan diviso tra memoria e presente
Le dichiarazioni di Confalonieri raccontano molto più di semplici opinioni: sono lo specchio di un Milan che vive sospeso tra la grandezza del passato e le incertezze del presente. E la domanda resta inevitabile: quanto pesa oggi l’eredità lasciata dall’era Berlusconi?
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