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Ganz sicuro: “Il Milan deve ripartire da una cosa. Su Leao attaccante…”

A margine della presentazione del libro di Carlo Pellegatti, “50 partite, infinite emozioni. Il Milan”, anche Maurizio Ganz ha parlato ai giornalisti, analizzando il momento del Milan tra difficoltà offensive, fiducia in Rafael Leão e strategie per il futuro.

“Gol pochi, ma pesanti”: il valore dell’esperienza

Ganz ha aperto con un ricordo personale legato alla sua carriera in rossonero:

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“Sono onorato di essere nelle illustrazioni di questo libro. Non ho segnato molto ma sono stati gol pesanti. Quando sono pesanti è sempre qualcosa di buono”.

Un modo per sottolineare come, al di là dei numeri, conti soprattutto l’impatto nei momenti decisivi.

Attacco in crisi: “È tutta una questione di testa”

Il tema centrale è il rendimento del reparto offensivo, che secondo Ganz ha radici soprattutto mentali:

“Qualcosa è successo sicuramente. Ma io faccio sempre l’esempio di Patrick Kluivert: aveva 18 anni quando arrivò al Milan e la maglia gli pesava sempre 10-15 kg di più”.

Un’immagine efficace per spiegare quanto la pressione possa incidere sulle prestazioni. E infatti ribadisce:

“Quest’anno qualcosa non è andato. Se fosse andata diversamente, il Milan avrebbe potuto vincere lo scudetto”.

Il peso della mente: quando il gol non arriva

Ganz entra poi nel dettaglio del blocco offensivo, spiegando dinamiche che conosce bene:

“No, è la testa. Quando le cose funzionano fai gol in ogni modo. Quando le cose non vanno bene puoi stare lì anche 2-3 partite che la palla non entra”.

E aggiunge, forte della sua esperienza:

“L’ho fatto per 21 anni: momenti incredibili, la palla mi sbatteva addosso, e momenti di difficoltà in cui potevo stare lì una vita ma la palla non entrava”.

Leao attaccante?

Sul ruolo di Leão, Ganz non ha dubbi:

“Per me sì. Più vicino alla porta è, meglio è. Ha questo strappo incredibile e negli ultimi 20 metri diventa determinante”.

Pur riconoscendo un limite:

“Non è un bomber di razza, è chiaro. Ma più è vicino alla porta e più è decisivo”.

Il momento difficile

Alla domanda sul perché Leão stia vivendo una fase complicata, Ganz preferisce non sbilanciarsi troppo:

“Questo dovete chiederlo a lui. È un talento puro, io ci credo ancora”.

Una presa di posizione chiara, che va in controtendenza rispetto a molte critiche.

Il futuro del Milan

Guardando avanti, Ganz indica una linea precisa per la costruzione della rosa:

“Io ho sempre pensato che il Milan debba ripartire con 4-5 attaccanti. La storia del Milan è questa”.

E rincara:

“Vedere un Milan con solo 1, 2 o 3 attaccanti mi sembra poco. Il campionato è lungo e c’è anche la Champions: servono 3-4 attaccanti forti, non si può puntare su uno solo”.

Obiettivo Champions

In chiusura, un messaggio di fiducia sul futuro immediato:

“Sì, sono sicuro. Ce la farà, sono sicuro al 100%”.

Una convinzione netta, che prova a restituire fiducia a un ambiente in cerca di certezze.

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