Il Milan visto in questi ultimi due mesi, sembra appartenere ad un altra stagione, se messa in confronto a quella post vittoria del derby.
La stagione dello scudetto il Milan ha trovato nuova linfa vitale nella vittoria contro l’Inter, grazie alla doppietta di un bomber che manca tremendamente al Milan, come Olivier Giroud. Dopo la sconfitta contro lo Spezia ed il pareggio con la Juve, quel 1-2 in casa avversaria ha dato via alla cavalcata vincente del Milan.
Due vittorie consecutive (Lazio e Sampdoria), ma anche due stop contro Salernitana e Udinese. Il pareggio in Coppa Italia contro l’Inter non ha irrigidito la banda di Pioli, infatti sono arrivate tre vittorie consecutive contro Napoli, Empoli e Cagliari, in Serie A.
Eppure arrivano a gamba tesa altri due pareggi pericolosi con Bologna e Torino. Torna la vittoria contro il Genoa in casa amica, ed una sonora sconfitta 3-0 in casa contro i cugini. Ma il periodo chiave di quella stagione arriva tra il 24 aprile ed il 27 dello stesso mese.
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Una vittoria insperata con l’urlo contemporaneo di ogni tifoso milanista al gol di Sandro Tonali contro la Lazio all’Olimpico alle 22:40 e quello di Orsolini alle 22:21, con annesso grido contemporaneo di tifosi bolognesi e milanisti.
Circa 72 ore che hanno deciso clamorosamente una stagione. Cinque vittorie consecutive, contando quella della Lazio, susseguono quelle con Fiorentina, Hellas Verona, Atalanta e Sassuolo, nella città del tricolore. Un’incredibile coincidenza, che oggi pare solo un sogno o un ricordo troppo lontano per essere vero.
Quel Milan non ha vissuto un finale di stagione semplice eppure tutti, ma veramente tutti, tra tifosi, dirigenti e gruppo squadra hanno creduto anche nei momenti più complessi di lottare per il vertice della classifica, e così è stato.
Oggi assistiamo ad una situazione praticamente opposta: dirigenza inesistente, tranne il neo arrivato Igli Tare, probabilmente l’unico che ha dimostrato grande attaccamento al progetto sportivo dell’AC Milan, e la sua storia. Allegri che a fine Sassuolo – Milan non sa come reagire. Una squadra completamente persa, come se avesse perso la sua bussola, quando l’obiettivo è davanti a tutti.
Dunque un’ambiente, con annessi tifosi delusi dall’atteggiamento di ogni calciatore, è tutt’altro che unito e questo rende l’obiettivo Champions League ancora più difficile di quanto si potesse pensare qualche settimana fa.
A commentare questa situazione è l’ex calciatore Simone Braglia su TMW Radio, dopo la sconfitta dei rossoneri:
“C’è un ambiente che non è più quello di due mesi fa. Sembrerebbe un ambiente che si sta disgregando e perde pezzi”.
“Non c’è più identità e un filo logico per poter arrivare all’obiettivo Champions”.
“Temo fortemente che Juve o Milan potrebbe rimanere fuori. Se la Roma vincesse stasera, credo possa essere la favorita”.
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