La dura legge del gol potrebbe essere il riassunto perfetto della situazione del Milan, poche reti realizzate, e obiettivi quasi mancati a porta vuota.
Il Milan ad inizio stagione si era prefissato un obiettivo alla portata della squadra imbastita da Tare e organizzata da Allegri. La Champions League doveva ritornare a suonare con il suo meraviglioso jingle tra le mura di San Siro.
L’inizio stagione aveva fatto sognare più di un tifoso rossonero e spaventato quelli delle altre piazze. Con solo la Serie A come unico impegno, il Milan avrebbe avuto lo stesso percorso del Napoli della scorsa stagione. Per molti i rossoneri, con Allegri alla guida avrebbero potuto puntare ben oltre la semplice qualificazione e lottare al tricolore.
La stagione la conosciamo ormai tutti, a due giornate dalla fine la magica storia dei rossoneri papabili vincitori dello scudetto, è tramontata prima del previsto. Dietro all’immensa ombra dei cugini che hanno dimostrato a tutti che si può vincere lo scudetto perdendo anche i due derby della Madonnina.
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Le parole di Cardinale dopo i vari episodi della stagione non fanno altro che alimentare un ambiente saturo di materiale su cui lamentarsi. Eppure oggi continuiamo a parlare di come questo Milan possa seriamente mettere a repentaglio un obiettivo che fino a poche settimane fa sembrava ormai raggiunto, anche con largo anticipo.
Cardinale critico come i propri tifosi, una caratteristica che finalmente accomuna le due parti, con tutto l’enturage del Milan in serio bilico. Dalla posizione di Tare a quella di Allegri, a quella di Furlani.
Il commento della nota firma a “Il Giornale” non si fa attendere. Franco Ordine che ha visto e commentato più di un Milan prova a commentare in poche parole la stagione dei rossoneri:
“Il masochismo del Milan è da Champions League”.
“In poche settimane, proprio mentre la squadra ha cominciato ad arrancare in classifica, a perdere colpi e partite, e a rimettere in discussione il principale posto europeo che sembrava scontato.
“É riuscito a collezionare una serie di guerre intestine, contestazioni del tifo organizzato e non e sondaggi di mercato futuro tali da infliggere al club il marchio del nuovo tafazzismo calcistico”.
“A far esplodere pubblicamente la polveriera poi ha contribuito la rottura dei rapporti tra Allegri e Ibrahimovic”.
Rivisti insieme l’estate scorsa all’inizio della stagione nei vialetti di Milanello discutere amabilmente, e finiti l’uno contro l’altro armati per via di progetti di mercato respinti (Thiago Silva e Mateta)”.
“Qualche invasione di campo di Zlatan (colloqui con calciatori) rispedita al mittente dal tecnico livornese”.
“Nel frattempo è successo molto altro a cominciare dai primi contatti di Furlani con alcuni ds (Paratici prima e D’Amico poi) finiti sui siti e sui giornali e che hanno destabilizzato oltre che la posizione del ds Tare anche la credibilità di Allegri presso lo spogliatoio”.
La credibilità di questo Milan è qualcosa di inspiegabile a parole, anche se i fatti parlano molto più di tutti i possibili commenti tecnici. Una squadra confusa, senza una chiara idea del proprio presente, figuriamoci del futuro.
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