Quanto era bello quando il Milan lottava per non far vincere lo scudetto all’Inter, oggi invece si rischia di spezzare tutti i sogni rossoneri.
Perché si, il Milan fino alla vittoria nella stracittadina era a soli 7 punti di distanza dalla vetta, diventando ufficialmente criptonite per i nerazzurri. Innumerevoli partite senza perdere, spesso ad un passo da vittorie sfuggite per dettagli importanti se vuoi lottare per i vertici d’Italia.
La partita a far notare i nodi dal pettine rossonero è quella casalinga contro il Parma prima, con il gol di Troilo e successivamente quella di Roma contro la Lazio, in un Olimpico incandescente, come mai visto in questa stagione.
Da lì in poi la squadra allenata da Allegri sembra essersi completamente dimenticata di saper giocare a calcio. Le certezze acquisite sembrano esser svanite come un jolly nelle mani di un prestigiatore.
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Da San Siro con il Parma, all’Olimpico contro la Lazio il Milan la motivazione sembra essersi completamente azzerata, quasi come se fosse stata condannata a retrocedere in Serie B. Il girone di ritorno ed i numeri conquistati dai rossoneri sono davanti agli occhi di tutti, una media punti a livello delle più basse in Italia.
Per essere il Milan i punti conquistati dovrebbero essere ben più alti, con il rischio di perdere, a due giornate dalla fine del campionato, la qualificazione nella prossima Champions League. Solamente 25 punti sono i punti conquistati nel girone di ritorno. 6 punti ancora disponibili tra Genoa e Cagliari sono l’unica certezza di Allegri ed i rossoneri per le prossime settimane.
A parlare di questa situazione dei rossoneri è il giornalista specializzato nel calciomercato Dario Canovi a Tuttmercatoweb.com:
“È una squadra che nelle ultime sette-otto partite è all’altezza di lottare per la retrocessione. Non capisco perché si dia la colpa alla società, non è una squadra per vincere la Champions ma sicuramente per lottare per lo Scudetto sì. Oggi la Roma è molto più in forma A del Milan, come tutte le squadre di Gasperini a fine stagione vola”.
“II Milan ha giocato sempre male in questa annata. Grazie ad una difesa ferrea è riuscita a fare risultato con il famoso cortomuso. Ma ora la difesa sta crollando. E il Milan davanti di gol ne fa pochi. Da qui la crisi rossonera: la squadra non ha un gioco. Non lo ha mai avuto”.
“Mi sembra assurdo che diano la responsabilità a Tare, uno dei migliori direttori sportivi in circolazione. Non so cosa faranno e cosa accadrà, ma serve intervenire. Un altro anno così è difficile da immaginare”.
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