Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. Nella seconda parte del campionato è emerso un Milan in evidente difficoltà realizzativa, ma non è l’unico dato a preoccupare. Un’altra statistica evidenzia infatti un calo difensivo significativo. Nelle prime 28 giornate di Serie A, fino all’1-0 contro quelli che sarebbero diventati i futuri campioni d’Italia, i rossoneri avevano subito appena 20 gol; nelle ultime otto partite, invece, Mike Maignan è stato battuto circa dodici volte. In sostanza, dopo il derby, la media gol concessi dal Milan è passata da 0,71 a partita a 1,5, più del doppio.
Anche le conclusioni nello specchio della porta subite da Maignan sono aumentate, passando da 3,25 a 4,25 a gara. In generale, il Milan ha concesso agli avversari più occasioni pericolose, soprattutto perché le opportunità create dalle squadre avversarie sono risultate più semplici ed efficaci.
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Il declino di forma della squadra sotto esame
Matteo Gabbia, tra i leader dello spogliatoio, ha più volte sottolineato come nel calcio moderno non abbia senso ragionare per compartimenti separati. Se la squadra subisce più gol, la responsabilità non può ricadere solo sulla difesa, così come non è soltanto colpa degli attaccanti se il Milan fatica a segnare.
Maignan, brillante nella prima parte di stagione, è apparso invece più “umano” nelle ultime settimane. Tomori pesa ancora per l’espulsione ingenua contro il Sassuolo. De Winter, dopo un gennaio e febbraio ad alto livello, è progressivamente scivolato in panchina, senza convincere quando è stato chiamato in causa.
Sulle fasce, Saelemaekers ha perso parte della brillantezza offensiva mostrata nei mesi precedenti e fatica maggiormente anche in fase di copertura. Bartesaghi, dal canto suo, ha commesso alcuni errori tipici dell’inesperienza, mentre Estupiñán, decisivo nel derby di ritorno, si è subito reso protagonista in negativo con la disattenzione sul gol vittoria della Lazio la settimana successiva. In sintesi, il calo di solidità della squadra non dipende solo da un problema collettivo o di struttura, ma anche da diverse sbavature individuali.
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