L’apprendistato di neanche un anno del direttore sportivo del Milan, Igli Tare sembra ormai ai suoi titoli di coda.
La figura di Igli Tare non è stata gradita fin dal principio, poiché il Milan lo scorso maggio aveva praticamente chiuso per l’arrivo dell’ex Juve e Tottenham, Fabio Paratici.
Una figura che conosce molto bene il calcio italiano, sopratutto quello delle zone alte della classifica di Serie A. Per problemi legati alla sua separazione del club londinese, il Mila ha ripiegato su uno degli ultimi nomi del proprio taccuino.
L’ex Lazio ha dato mostra a buone cose, ma anche altre rivedibili. Un esempio è la dichiarazione nel periodo del calciomercato invernale sulla possibile cessione di Santiago Gimenez. Con la puntuale smentita dell’entourage del messicano che non si è fatta mancare.
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Arrivato come figura che potesse ridare affidabilità ad un ruolo rimasto vuoto per troppo tempo, verrà cacciato in tempo record. Gli acquisti di alcuni giocatori non hanno convinto, un po’ come accadde nel mercato post scudetto, gestito dall’ex Paolo Maldini.
Su di tutti l’acquisto di Charles De Ketelaere è stato oggetto di numerose discussioni. Il campo però ha risposto presente, quello che ha dimostrato durante le stagioni a Bergamo ha dato ragione all’ex capitano rossonero.
Qualità e quantità con e senza la palla, ma ai tempi a Cardinale non è andato giù spendere più di 35 milioni di euro per un calciatore che non ha segnato neanche una rete nella sua breve storia rossonera.
La storia si potrebbe ripetere anche per l’attuale direttore sportivo del Milan. Due acquisti hanno fatto la differenza sulla non permanenza di Igli Tare nella società rossonera.
Ad aggiungere un dettaglio sulla sua situazione è l’esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio nel podcast “Caffè Di Marzio” in collaborazione con calciomercatoweb.com:
“Il primo sacrificato si è capito ormai è Igli Tare: è vero che continuare a cambiare direttori e allenatori non è sicuramente un segno di programmazione, di continuità”.
“Di dare il tempo a determinati professionisti di lavorare, ma è evidentemente la proprietà ha deciso intanto di sacrificarlo sull’altare di alcune operazioni che non hanno convinto, vedi Nkunku o Jashari”.
“È chiaro anche che Tare però è stato l’uomo che ha convinto per esempio Modric a scegliere il Milan e lo stesso Modric è stato determinante per portare il Milan a questo livello, a essere comunque ancora in corsa per la Champions League fino a due giornate dalla fine”.
“E comunque Igli Tare ha sempre avuto bisogno comunque di tempo per costruire e soprattutto di autonomia”.
Come accaduto per Maldini, la proprietà rossonera non lascia il tempo di lavorare su un progetto più lungo di 365 giorni ai vari direttori sportivi.
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