PRIMA PAGINA

L’ex Milan sui rossoneri: “Per ripartire servono queste due cose!”

Il Milan sembra vivere in un costante limbo di negatività e poca idea di cosa fare nel presente, sul breve e del proprio futuro.

La rivoluzione tanto acclamata da Cardinale, sembra più una guerra d’indipendenza verso ciò che il Milan è stato prima del suo arrivo. Cacciati Maldini e Massara, il proprietario del Milan come un imprenditore senza scrupoli ha raso al suolo quel Milan che tanto aveva fatto innamorare i milanisti, pezzo dopo pezzo.

Cessioni con un guadagno ampio e conseguente plusvalenza come nel caso di Reijnders e Tonali, che riportano al concetto tanto discusso di “moneyball“. Il fatto di aver reinvestito i soldi, però non da riscontri positivi in merito, dato che spesso gli acquisti di questo Milan sono durati meno di una qualsiasi protezione biennale.

Il Milan al momento balla nel buio, senza sapere dove, come e quando fare il prossimo passo. Con la paura o la costante, di ritornare indietro per la scelta fatta.

Leggi anche – Allegri-Napoli, spunta un retroscena clamoroso sull’accordo

La domanda che un po’ tutti si sono posti al primo o secondo anno fallimentare è stata cosa cambiare? Ora la domanda è “come” cambiare, poiché di rivoluzioni tecnico, tattico, dirigenziale, mentale sono state fatte. Ad oggi il Milan sembra far parte di quel gruppo di squadre storiche a cui è rimasto solamente il palmares.

Dunque da dove si dovrebbe ripartire? Sicuramente aver cacciato tutte le figure importanti di questo Milan, ti porta a ripensare da zero tutto il progetto tecnico, senza basarsi su ciò che è stato.

Ripartire da zero è sicuramente una soluzione nuova in questo Milan che deve ritrovare delle colonne dove appoggiare la prima pietra, in un progetto in costante rinnovamento.

La base di tutto partirà dalla dirigenza, figure che conoscono il calcio, che possano portare serenità alla squadra che ad un certo punto della stagione ha perso per strada. La diretta conseguenza sarà l’allenatore, una scelta complessa dato che si parlerebbe del 14esimo allenatore negli ultimi 11 anni.

Dirigenza e allenatore sono due punti chiari su cui ripartire e a ribadirlo è l’ex rossonero, ora imprenditore, Mathieu Flamini alla Gazzetta dello Sport:

“Non vivo lo spogliatoio, non posso saperlo. Penso che per un allenatore sia fondamentale trovare le parole giuste per far scendere in campo una squadra pronta a buttarsi nel fuoco per lui”.

“E alle spalle deve avere anche un progetto chiaro. Questo penso sia venuto meno. Come si riparte? Una proprietà forte, come nelle grandi aziende: persone giuste, competenti e capaci di coordi-narsi nel lavoro. E che amino il Milan”

Riuscirà il Milan a non ripetersi come accaduto negli ultimi tre anni o sarà l’ennesimo inizio che si ripeterà come un numero periodico?

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik Tok,YouTube e X