Giugno è arrivato ed il Milan sta costruendo con cura il proprio futuro, per non sbagliare nuovamente ed una suggestione è quella di Rangnick.
Dopo due anni fallimentari, dopo l’addio di Pioli, la panchina del Milan è stata una vera e propria mina vagante. Pronta a far saltare in aria il proprio successore, così è stato per rispettivamente Fonseca, Conceição e dulcis in fundo con Massimiliano Allegri.
Nessuno di loro è riuscito ad imporsi al Milan, né con le idee, né con l’atteggiamento che spacca o unisce lo spogliatoio. Storie che devono rappresentare il passato e che non si dovranno ripetere, anche perché ad oggi il Milan sta vivendo per il terzo anno consecutivo il nuovo anno zero.
Dunque un nuovo inizio, che questa volta deve rimanere l’ultimo di un inizio percorso richiesto e reiterato più volte. I nomi in lizza per la panchina rossonera vanno di pari passo con quelli per la dirigenza.
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La società di via Aldo Rossi sembra aver cercato una soluzione 2 per 1, per non cercare profili troppo diversi tra di loro. Il nome più caldo come allenatore è Oliver Glasner, che verrebbe appoggiato da una figura dirigenziale già accostata al Milan come allenatore, prima di sedersi sulla panchina dei Red Devils, Ralf Rangnick, l’attuale CT dell’Austria.
Dopo l’esperienza al RedBull Lipsia ed il Manchester United, ha deciso di sedere sulla panchina della sua Austria, ma Milano chiama per ripartire con un progetto degno dei colori rossoneri.
Dirigente esperto che sa come creare un progetto vincente, come accaduto a Lipsia, che ha sviluppato la sua storia recente grazie ai propri giovani, fatti brillare per poi cederli a peso d’oro, un po’ come vorrebbe Cardinale per il suo Milan.
Rangnick è una figura approvata dai vari esperti del settore, uno tra tutti il giornalista e telecronista di Sky Sport Massimo Marianella che è intervenuto in questo modo a Sky Sport24:
“Rangnick a me piace moltissimo. È un personaggio che però va preso un pochino con le molle, è un clamoroso conoscitore e divulgatore di calcio, ha delle idee bellissime”.
“È una bella idea quella. Di affidarsi a Rangnick. Però poi devi dargli le chiavi, fare un passo indietro e metterti a guardare crescere un nuovo Milan. Sono disposti a fare questo? Non lo so”.
“Credo che sia quello che gli stia chiedendo Rangnick. Non allenerà più nella quotidianità ma sceglierà lui l’eventuale allenatore”.
“Non è una cattiva idea, così come non lo era Iraola. Però Iraola non viene in una situazione così ingarbugliata sapendo di avere il Liverpool”.
“Ti puoi sempre vendere una cosa straordinaria, che è la storia del Milan. Quando tu contatti qualcuno gli fai vedere una maglia che ha dominato il mondo”.
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