Carlo Pellegatti ha commentato il nuovo assetto dirigenziale del Milan scelto da Gerry Cardinale, soffermandosi sui dubbi legati alle figure individuate dal club e sulle prospettive future della società rossonera.
Intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb Radio, il giornalista ha espresso alcune perplessità sulla direzione intrapresa dal Milan, sottolineando come la nuova struttura rappresenti una vera e propria scommessa.
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Sulle preferenze
Pellegatti ha spiegato quali sarebbero state le sue preferenze per la ricostruzione della società.
“Volevo Galliani, volevo Rangnick, mi piaceva anche l’ultima soluzione prospettata, invece è arrivata una scelta rischiosissima”.
Il giornalista ha poi evidenziato i dubbi relativi all’esperienza dei nuovi profili coinvolti nel progetto rossonero.
“Parliamo di personaggi che non hanno un curriculum alle spalle come altri nomi valutati”.
Dubbi sulla nuova struttura dirigenziale
Nel corso del suo intervento, Pellegatti ha fatto riferimento anche alle caratteristiche delle nuove figure inserite nell’organigramma.
“Gardiner è uno di scrivania, vive sul computer”.
Una frase che introduce una riflessione piuttosto netta:
“O sono i più furbi del mondo o i più incauti del mondo”.
Per il giornalista sarà necessario attendere prima di esprimere giudizi definitivi, anche se una cosa appare chiara.

Cardinale al centro del progetto
Secondo Pellegatti, Gerry Cardinale avrà un ruolo ancora più centrale nelle decisioni future del club.
“Adesso parlerà sempre Cardinale”.
Il riferimento è alle dichiarazioni dello stesso proprietario rossonero.
“Ha detto che vuole comandare, che ha delegato e ha sbagliato”.
Da qui una considerazione precisa sulle responsabilità future:
“Se il Milan vincerà il merito sarà suo, ma anche se le cose andranno male”.
Il tema mercato
Pellegatti ha poi spostato l’attenzione sul mercato, sottolineando come le ambizioni dovranno inevitabilmente confrontarsi con la disponibilità economica.
“Bisogna vedere quanti soldi abbiamo”.
Infine il riferimento ad alcuni nomi accostati ai rossoneri:
“Gonçalo Ramos e Hjulmand sono almeno 100 milioni complessivi: bisogna capire se il Milan può permetterseli”.
Tra nuove figure dirigenziali, responsabilità accentuate e mercato ancora da costruire, il Milan continua a vivere settimane decisive per delineare il proprio futuro.
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