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Kessie può tornare in Italia, ma non al Milan: contatti in corso

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Franck Kessie sta disputando il suo primo Mondiale con la Costa d’Avorio. Un traguardo tutto sommato meritato per la sua carriera, i suoi numeri e anche l’età. L’ivoriano è ovviamente il perno della Nazionale, il giocatore attorno al quale ruota il centrocampo. Le qualità del “Presidente”, come si faceva chiamare al Milan, sono chiare a tutti: fisicità, dinamismo e qualità da regista. Non è un caso che da quando il classe ’96 se n’è andato da Milano, il club rossonero non sia riuscito a trovare un suo degno sostituto. Il ragazzo nativo di Ouragahio era in grado di equilibrare il centrocampo solo con la sua presenza.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Kessie ha raccontato l’esperienza che sta vivendo con la Nazionale ivoriana in America. Tra i temi evidenziati dal giocatore, c’è anche un interessamento di mercato da parte di un top club italiano, che non è il Milan. Questo un estratto delle parole di Kessie:

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“Io sono cresciuto a Yopougon e sono cresciuto guardando i Mondiali in piccole televisioni col segnale instabile. Ho pensato in questi giorni a Didier Drogba, a Yaya e Kolo Touré, agli altri ivoriani della generazione dorata del nostro calcio. È anche per loro questa nostra qualificazione. Io sognavo e piangevo con loro. Ora abbiamo fatto la storia e loro ci hanno ispirato. Ero un bambino che sognava il Mondiale giocando per strada. Ci sono arrivato. E ora andiamo avanti. Non dobbiamo porci nessun limite. Nessuno”.

Sul possibile ritorno in Serie A:
Juventus? Sì, se ne parla. Ho visto. Penso solo al Mondiale, ma aggiungo una cosa: sono un gran bel colpo. In forma, al Mondiale, soprattutto svincolato, è difficile chiedere di più. Per quello mi vogliono in tanti, hanno ragione. Però, per altri cinque giorni sono un giocatore dell’Al-Ahli di Gedda. Dopo la partita dei sedicesimi ci vediamo e ti dico qualcosa. Sta lavorando il mio agente, le chiamate sono tante e, ripeto, è normale. Anche io mi prenderei in queste condizioni fisiche ed economiche.

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