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La leggenda rossonera attacca il Milan: “Da anni non fanno cose da vero Milan. E su Ramos…”

Quando parla non è mai banale. Zvonimir Boban torna a commentare il Milan e la Serie A e lo fa con una lunga e interessante intervista alla Gazzetta dello Sport. Tanti i temi trattati: da Modric, alla favorita per il titolo, con parentesi anche su Mourinho e la Nazionale. Queste le sue parole.

Al posto di Guardiola, Boban avrebbe accettato la nazionale italiana? 

“No, il fatto che non se la sia sentita è importante: probabilmente per lui sarebbe frustrante non lavorare ogni giorno sul campo. So che Guardiola ha un rispetto enorme per Maldini, ma ha capito che non era il momento. Dobbiamo ringraziarlo tutti, durante la sua carriera di allenatore ha dato tantissimo al calcio”.

Chi ha sbagliato nel caos-federazione?

“Dipende da quali erano gli accordi e chi li ha traditi. Certamente non Paolo…”. 

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Certo che scegliere per la Nazionale un allenatore come Pirlo, reduce da Karagumruk, Sampdoria e United Fc…

“Pirlo come allenatore non ha avuto dei successi ma sa che cosa voglia dire la Nazionale. Non è uno stupido e i giocatori in lui vedono un genio del calcio, e questo non è stato capito. Un dirigente sceglie e si prende la responsabilità delle sue scelte”. 

È un problema di mentalità del calcio italiano? 

“Sul piano delle idee, siamo lontani dall’Europa e dalla sua idea di velocità. Il calcio italiano è poco offensivo, sempre più fisico e meno propositivo. In epoca post-Sacchi, il 90% delle squadre vincenti avevano la difesa a quattro e due uomini sulle fasce, in Italia invece si giocano i catenacci modernizzati, con le difese a tre. Sta ai club cambiare strada, la federazione non può imporlo”. 

Non salviamo nessuno? 

“Il Como. Sono un tifoso del progetto e di come Fabregas sta allenando la squadra. E poi c’è Baturina, un ragazzo della Dinamo Zagabria come me”. 

E se vincesse lo scudetto? Possibile? 

“Se guardo come gioca il Como e quante volte ha perso partite dominate, dico di sì. Può complicare la vita a tutti. Poi certo, l’Inter è molto più avanti e la storia conta: ci saranno momenti in cui la forza della maglia e della tradizione peserà”. 

Chi dopo l’Inter?

“La Juventus, la Roma”. 

E il Milan? 

“Il Milan da anni non fa cose da Milan, in nessun senso. Non vedo passi avanti, se non per il coraggio e la voglia di giocare un calcio offensivo. Lo scorso anno ha perso col Cagliari perché per tutta la stagione aveva giocato un calcio difensivo: al momento buono, non è riuscito a dominare la partita. Ramos è stato pagato un prezzo sproporzionato, in compenso si muove bene per il gol e vede la porta, ma siamo lontani dalla qualità che cambia la dimensione. Piuttosto, mi ha emozionato la storia di Cisse, un ragazzino arrivato dal nulla grazie al talento”. 

Il ragazzino di 41 anni ha fatto bene a continuare?

“Luka Modric ha genio e il genio non sparisce con l’età: con la sua logica, anticipa le situazioni. Certo, sono scelte della vita. Credo che per lui sarà pesante giocare nel sistema di Amorim. Con Allegri era difeso da due mezzali e giocava basso, ora dovrà coprire 60 metri con un altro giocatore. Sarà dura”. 

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