Sono stati tre mesi lunghi, ma il calciomercato estivo si è finalmente concluso. È tempo, come consuetudine, di tirare le somme e valutare l’operato delle varie squadre in modo da capire chi si è comportato bene e chi invece poteva fare molto di più. Una delle squadre più divisive è proprio il Milan, il cui calciomercato è stato valutato in modo molto alto da diversi analisti o testate giornalistiche. Ma non tutti la pensano così. C’è anche chi crede che il Milan abbia ancora diverse lacune e che, in rapporto alla cifra spesa, la squadra non sia migliorata così tanto. Ad esprimere un giudizio piuttosto critico ci ha pensato anche Giuseppe Pastore, che a Cronache di Spogliatoio ha commentato così il lavoro della dirigenza del Diavolo.
Secondo Pastore gli ultimi giorni di mercato hanno fatto scendere il voto complessivo:
“È passato negli ultimi giorni da 6 a 5 perché, in un calciomercato molto ‘mendesiano’, e non è per forza un complimento, il Milan non ha saputo vendere. Ai dirigenti avrei detto proprio questo: non si possono dare tutti in prestito! È successo con i vari Fofana e Nkunku, per non parlare di chi non è neanche riuscito ad andare via come Tomori, o di Gimenez che mi sembra sia andato via sempre in prestito; di conseguenza, anche il mercato in entrata ne è uscito un po’ frenato”.
Pastore ha poi rincarato la dose:
“Forse è a questo che servono i direttori sportivi: a vendere i giocatori che non hanno molto mercato e che, normalmente, non è così facile piazzare. Invece il Milan li ha dati praticamente tutti in prestito e addirittura uno, Tomori, è stato reintegrato in rosa. Grandi colpi, per carità – Gila, Goncalo Ramos, lo stesso Moreira che non avevo ancora visto -, però l’organico resta un po’ corto, tant’è che hanno dovuto reintegrare Tomori. E sulla fascia sinistra, aspettando Moreira che però dovrebbe giocare a destra, abbiamo Estupinan e Bartesaghi, nessuno dei due una grande garanzia. Per l’anno in cui devi tornare in Champions League, non mi sembra un organico da prime quattro posizioni”.
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