Le grandi squadre si rendono tali da più punti di vista, dall’apporto della dirigenza alle conseguenti conquiste sul rettangolo verde ed il Milan vuole ritornare ad essere tale.
La squadra rossonera dopo stagioni travagliate è ritornata all’ennesimo anno zero, su scelta indissolubile di Gerry Cardinale che questa volta è voluto salire in cattedra. Dopo la pessima gestione della scorsa stagione in proprietario del Milan ha deciso di ricominciare da zero, ma a modo suo. Come un vero americano ha raso al suolo tutti i problemi senza battere ciglio.

Dalla dirigenza, ai giocatori il Milan ha mantenuto alcune delle colonne importanti della sua squadra, da Modric a Rabiot fino a Pulisic e molti altri giocatori. In dirigenza la situazione è ben diversa dopo aver licenziato Furlani e Moncada.
L’arrivo di Amorim e la direzione tecnica del mercato, sono uno dei primi passi positivi fatti dal Milan fino ad oggi. Le due vittorie contro Torino e Venezia fanno ben sperare i tifosi del Milan. Tifosi che dopo un mercato innovativo, con l’arrivo di giocatori importanti avrebbero voluto vedere il Milan entrare in campo con la stessa tenacia.
Il commento verso il Milan e verso questo inizio di campionato arriva da Lele Adani, nel suo consueto appuntamento “Facciamo calcio” al Corriere della Sera:
“Chiuso il calciomercato, inizia il calcio, quello vero. Che ha dinamiche di racconto e di vissuto decisamente diverse, e soprattutto che vive di due elementi di cui negli ultimi mesi si è parlato assai poco. Il lavoro e il tempo”.
“Operatori di mercato e parte della comunicazione vivono con adrenalina i mesi estivi. Imbastendo o raccontando di mirabolanti trattative accompagnate per settimane e vivisezionate nel dettaglio”.
“Poi però quella bulimia di notizie alimenta negativamente il calcio vero. Dove si pretende che un tecnico, in un paio di sessioni di allenamento, trovi immediatamente l’identità e la chiave adeguata per la performance di tutti”.
“Altrimenti, si reclama subito un nuovo cambiamento. Stessa cosa avviene coi calciatori, che magari provengono da realtà lontane, dove, al primo inciampo si fabbricano etichette negative, poi dure da levare in stagione. Non ci siamo”.
Leggi anche – Chivu stuzzica il Milan: “Scontri diretti? Il Milan…”
“Il calcio, quello vero, ha tempistiche diverse che devono essere rispettate. Oggi tutti assegnano il ruolo di favorita per lo scudetto all’Inter proprio perché anni fa, dalle direzioni Spalletti e Conte, si è iniziato a costruire un gruppo reso sempre più solido e qualitativo con operazioni mirate e non per forza dispendiose”.
“Pensiamo al ruolo chiave dei giocatori arrivati a parametri zero, cioè giocatori seguiti negli anni con rapporti coltivati, appunto, col tempo e col lavoro continuo. La continuità, dentro un gruppo e un progetto chiaro, ti permette di integrare con più facilità i nuovi arrivati”.
“E di raggiungere risultati. Le altre due grandi, Juve e Milan, hanno invece da anni continuamente cambiato calciatori e dirigenti e quest’anno vivono l’ennesimo nuovo avvio che necessita però di tempo e lavoro per farlo fruttare. Serve continuità e fiducia, oltre che lavoro serio”.
“E se dovete, per davvero, valutare il lavoro di proprietà e dirigenze, non fermatevi ai nomi: guardate quanto tempo concedono al loro allenatore e come lo accompagnano durante la stagione. È quello che più conta. Altro che calciomercato”.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X
