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Borghi su Amorim: “Idee valide ma ancora da registrare, su Rabiot di che…”

Stefano Borghi è intervenuto sul suo canale YouTube analizzando il momento del Milan dopo il pareggio ottenuto sul campo della Juventus domenica sera. Borghi ha analizzato alcuni singli, come Rabiot, Cisse e Moreria, allargando poi il discorso a tutta la rosa di Amorim e su alcuni meccanismo che il tecnico portoghese deve ancora oliare. Queste le parole di Stefano Borghi:

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Amorim, fin da subito, con grande onesta intellettuale e con tanto coraggio, ha dimostrato di avere idee forti e molto specifiche. Un messaggio positivo per la rosa e per l’ambiente, rispetto a quelle che sono le intenzioni, ma queste idee sono ancora da registrare. Oltre all’inserimento di Gonzalo Ramos e ai meccanismi difensivi, c’è il tema Rabiot“.

Borghi sul ruolo di Rabiot

Il francese sa determinare in maniera indiscutibile, ma quando parte da più lontano si trova ad affrontare situazioni più adeguate alle sue caratteristiche. Da trequartista si trova a fare un lavoro di raccordo, troppo spesso palle alle porta. Tutto ciò non gli appartiene, mentre quando si trova la porta davanti, Rabiot diventa devastante“.

Moreira è un giocatore di valore, un acquisto importante. Il belga ha giocato al posto di Chukuweze, mentre dall’altra parte, Estupinan sembra essere più avanti rispetto a Bartesaghi. Io non credo che il Milan abbia investito 50 milioni per prendere un’alternativa. Nell’idea del Milan Moreria dovrà essere un titolare, ma Chukuweze al momento da qualcosa in più anche sotto il profilo della convinzione, come dimostrato nell’occasione dell’assist per Cisse“.

cissè
cissè

La gara di Moreira

La partita di Moreira è stata attiva, il belga cercava lo scambio, cercava di integrarsi con i compagni. Chukuweze è stato più efficace. Difficile pensare a entrambi titolari uno sulla destra e uno sulla sinistra, anche se io sono sempre per il calcio spettacolare. All’appello manca ancora Pulisic, che sarà sicuramente un giocatore primario

Le qualità di Cisse

Cisse segna un gol bellissimo, per come controlla palla e per la qualità del tiro. La cosa che più mi piace del classe 2006 è il lavoro che fa quando riceve palla. Nelle giocate che fa è sempre molto naturale. Quando riceve spalle alla porta, con l’uomo addosso, è rarissimo che sbagli il primo controllo. Questa è una caratteristica molto importante per un giocatore della sua età e che gioca in quella posizione“.

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