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ESCLUSIVA – Dalla rivoluzione Amorim alla situazione Modric, fino alla scommessa in Europa League. L’intervista a Raffaele Pappadà

Come gli allenatori come Amorim ci sono figure all’interno del mondo del calcio che si informano ogni giorno di più.

A parlare in esclusiva ai microfoni in AllMilan è il giornalista, telecronista di Mediaset e presentatore di alcuni format e una delle voci di Radio Serie A Raffaele Pappadà. Dalla visione di questo nuovo Milan ai suoi limiti e pregi, fino ad una scommessa di fine stagione che potrebbe premiare o condannare i rossoneri.

L’arrivo di un allenatore come Amorim che ha le idee chiare a cui crede fortemente, si può scontrare con la mentalità italiana durante il suo percorso al Milan?

“Credo sia normale per un nuovo allenatore “scontrarsi” con la Serie A. Resta uno dei campionati più difficili da affrontare sotto il punto di vista tattico, con allenatori e squadre sempre preparate”.

amorim
Ruben Amorim

Amorim, in particolare, ha un progetto tattico molto ambizioso. Chi in Europa, gioca con il 3-4-3, utilizzando come esterni giocatori molto offensivi? Si tratta di una bella sfida e sono curioso di vedere come la affronterà, con quali adattamenti”.

Quest’anno è più importante tornare in Champions o continuare il percorso intrapreso dal Milan con Amorim?

“Il Milan non può mancare dalla Champions, per definizione. Vero quello che abbiamo detto sulle difficoltà di un nuovo progetto, ma è altrettanto vero che sul mercato gli investimenti sono stati di grandissimo livello. Dopo acquisti record, la Champions dev’essere l’obiettivo minimo del Milan”.

8 punti su 12 disponibili ottenuti contro Torino, Juve e Lazio in trasferta e Venezia in casa, un bottino che ti soddisfa o avrebbero potuto farne di più?

“Credo che sia il bottino che il Milan merita di avere dopo queste prime giornate. Non era scontato fosse già pronto per l’inizio del campionato, eppure anche nelle difficoltà è riuscito a pareggiare due partite, con Juve e Lazio, che per motivi diversi avrebbe potuto perdere“.

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Come deve esser sfruttato al meglio Modric in un modulo che lo vede meno protagonista?

“Non so se il modulo lo veda protagonista. Il vero “problema” è che, per le idee su cui si fonda l’architettura di Amorim, i due centrocampisti devono coprire tanto campo e farlo ad alta intensità”.

Luka Modric stagione 25/26

“La classe di Luka Modric non la discuteremo mai, i dubbi sono relativi al reggere questa intensità e questi spazi. Non è un caso che Musah sia diventato importante per l’allenatore”.

Ti saresti aspettato questa ascesa di Chukwueze?

No, onestamente. Però credo anche che ha sempre avuto qualità interessanti, che magari non ha espresso anche per il contesto e per la fiducia che probabilmente non avvertiva. Che faccia ancor meglio giocando largo nei 4 di centrocampo, è una sorpresa“.

Per te quali sono i due trequartisti inamovibili dietro a Ramos?

Pulisic non si discute e, per l’inizio di stagione, credo che non si possa ignorare l’apporto di Cissè. Il ragazzo ha dimostrato di essere più che al livello per poter essere già titolare. Poi potremmo aprire un’altra finestra, perché Diego Moreira io lo vedo meglio dietro a Ramos, piuttosto che largo e con tanto campo da coprire anche alle spalle”. 

Cosa ti sta piacendo di più di questo Milan e cosa di meno?

“Mi piace la nuova mentalità, l’approccio che la squadra sta mettendo seguendo le idee di Amorim. Non mi piace, di queste prime giornate, l’abbandono a cui è stato costretto in molte fasi delle gare Ramos“.

Ad un giorno dall’esordio in EL preferiresti che a fine stagione il Milan arrivasse in finale europea, ma fallisse la qualificazione diretta in Champions o niente finale, ma Champions garantita?

Domanda cattiva: nel senso che è difficile rispondere. Diciamo che se il Milan arrivasse in Champions League vincendo l’Europa League, considererei la stagione come positiva”.

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